Vigevano, cambia corso del Po e la diocesi riconquista la piccola parrocchia

Il caso di Casoni Borroni di Mezzana Bigli che si trova sulla sponda sinistra del grande fiume. Ma non è la prima volta

Il Duomo  di Vigevano e nel riquadro il vescovo Maurizio Gervasoni

Il Duomo di Vigevano e nel riquadro il vescovo Maurizio Gervasoni

Mezzana Bigli, 14 marzo 2024 – Ridisegnare la diocesi di Vigevano e quelle confinanti secondo un criterio territoriale più chiaro. Proprio con questo principio da anni sono in corso “passaggi“ nei territori di confine tra la Lomellina e le province piemontesi. Il caso della parrocchia della frazione Casoni Borroni di Mezzana Bigli, che si trova sulla sponda sinistra del Po ma nonostante questo apparteneva alla diocesi di Tortona (Alessandria) e che è appena passata sotto quella di Vigevano.

Un’anomalia non rara in quella zona dove l’appartenenza alle diverse diocesi, in tempi lontani, è stata spesso legata al corso del fiume che, nei secoli, ha spesso cambiato il proprio fluire. La scorsa settimana il vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, è arrivato alla chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine per sancirne il passaggio dalla diocesi piemontese a quella lomellina. Con lui don Luca Girello, responsabile dell’unità pastorale che fa riferimento a Sannazzaro.

Altre tre parrocchie di recente sono passate per decreto dalla diocesi tortonese a quella vigevanese. Si tratta di Mezzana Bigli, Mezzana Rabatton e Cambiò, frazione di Gambarana. Una transizione che, nei fatti, era già effettiva, perché gli amministratori parrocchiali già dipendevano dalla diocesi di Vigevano e non da quella di Tortona.

Nel 2016 un analogo caso aveva interessato Gravellona Lomellina, meno di 10 chilometri da Vigevano, che da secoli apparteneva alla diocesi di Novara; mentre Sozzago e la frazione Vignarello di Tornaco, località sotto il capoluogo piemontese, dal punto di vista religioso appartenevano alla diocesi di Vigevano.

Curioso il fatto che a seguito di un referendum indetto tra i fedeli per sondarne l’opinione, e nonostante un primo informale sondaggio avesse indicato la volontà del passaggio, alla prova dei fatti la quasi totalità dei gravellonesi si espresse per non effettuare cambiamenti.