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MANUELA MARZIANI
Cronaca

Un futuro col camice Test d’ingresso alla facoltà di Medicina Ci provano in 1.178

Nel polo Cravino prove organizzate su tre differenti giornate. I candidati devono rispondere a cinquanta quesiti in 90 minuti. Trecentoventuno sono i posti disponibili per iniziare a frequentare. .

Un futuro col camice  Test d’ingresso  alla facoltà di Medicina  Ci provano in 1.178
Un futuro col camice Test d’ingresso alla facoltà di Medicina Ci provano in 1.178

di Manuela Marziani

Sogni e aspettative sono legati a 50 quesiti ai quali rispondere in 90 minuti. E’ il test di Medicina al quale si sono iscritti 1.178 ragazzi che hanno sostenuto la prova in tre differenti giornate per non sovraccaricare le aule del polo Cravino. Sette le domande di comprensione testo e conoscenze acquisite negli studi, quindici quelle di biologia, altrettante quelle di chimica e fisica e tredici i quesiti di matematica e ragionamento. "Era più facile dello scorso anno - ha detto Michelle Fantino, 19 anni, arrivata a Novi Ligure -. Ho già tentato il test e non sono riuscita a entrare dovendo ripiegare su Biologia così, se mai riuscirò a superare il test, mi convalideranno gli esami sostenuti. Quest’anno ci ho riprovato, proverò anche il test per Medicina in inglese e lo farò ancora a luglio. Speriamo che su tre volte ce ne sia una buona. Studiare Medicina è il mio sogno, non mi vedo fare altro se non il medico". Tra genitori un po’ spaesati e ventenni che il liceo l’hanno archiviato, nel parcheggio della struttura in un cui si è tenuta la prova, la parola che più riecheggiava era "speriamo". A pronunciarla erano tutti, anche coloro che si erano tenuti uno dei 300 posti messi a disposizione dalla facoltà di Medicina dell’Università di Pavia come piano B.

"Io voglio fare Ingegneria - ha ammesso Federico Gizzi, 20 anni di Crema -, ma mia sorella è al sesto anno di Medicina e ho pensato di provare. Sosterrò il test sabato prossimo, poi proverò anche Ingegneria. La strada per iscriversi a Medicina è difficile, molti studenti partono pieni d’entusiasmo, magari riescono anche a superare il test d’ingresso, ma poi o restano bloccati nel percorso o arrivano alla fine e si scontrano con una realtà diversa da quella che si erano immaginati. Pochi vogliono rimanere in pronto soccorso, magari fanno le sostituzioni mentre preparano il test per la specializzazione". Oltre mille candidati, 300 posti (più i 21 di Odontoiatria) e pochi medici, nonostante questo chi prova a superare il primo ostacolo verso il camice bianco non pensa che si debba rivedere l’accesso al corso di laurea in Medicina. "Con il test o meno bisogna studiare - ha sottolineato Mattia Corso, 20 anni di Feltre in provincia di Belluno arrivato a Pavia per vedere come sarà la prova che sosterrà sabato prossimo - non diventi medico se non studi. Se entrassero tutti non ci sarebbero aule e spazi. Così invece la macchina sanitaria va avanti più velocemente".