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17 feb 2021

Pavia, trovata morta in casa: è mistero. "Lidia, in prima fila per tante battaglie"

I ricordi del parroco don Franco Tassone della consigliera Moggi e del sindacalista Galeppi

17 feb 2021
manuela marziani
Cronaca
I carabinieri mettono i sigilli all’appartamento di via Depretis in cui la donna abitava e in cui è stata trovata senza vita. Sopra Lidia Peschechera col suo cagnolino(Torres)
Lidia Peschechera con il suo cagnolino
I carabinieri mettono i sigilli all’appartamento di via Depretis in cui la donna abitava e in cui è stata trovata senza vita. Sopra Lidia Peschechera col suo cagnolino(Torres)
Lidia Peschechera con il suo cagnolino

Pavia, 18 febbraio 2021 -  Lidia e il suo cane . Tutte le mattine i commercianti di viale della Libertà vedevano Lidia Peschechera a spasso con il suo fedele amico al guinzaglio. "Una persona tranquillissima e simpatica", la descrivono. Della donna di 49 anni trovata morta ieri nel bagno della sua abitazione in via Depretis nella zona del Ticinello dove viveva, si sa poco, soltanto che lavorava a Pieve Emanuele. "Una cara persona troppo sola per il suo grande cuore che non smetteva di pulsare per tante battaglie e molti motivi - commenta il parroco di San Mauro, don Franco Tassone -. Chi combatte per gli altri a volte non riesce a gridare così forte da farsi ascoltare per il proprio percorso di cura personaleAttivista animalista, antifascista e impegnata per i diritti Lgbt, Lidia spesso veniva vista davanti alla pellicceria Annabella insieme a coloro che chiedevano maggior rispetto per gli animali. "I miei ricordi di Lidia sono legati alle adozioni dei cani e gatti - dice la consigliera comunale di Pavia a colori Alice Moggi -, mi mandava messaggi quando c’era qualche animale che avesse bisogno di una casa e capitava che ci incontrassimo in centro". Anche il sindacalista della Uil Andrea Galeppi aveva adottato i suoi gatti attraverso l’associazione della donna. "So che poi dall’associazione era uscita per motivi suoi" conferma Galeppi. Ma proprio a causa dell’associazione “Pet in the city“ la donna aveva avuto dei guai.

Nel 2015 era stata denunciata alla Procura e alla guardia di finanza quale legale rappresentante perché attraverso l’uso di carte di credito si sarebbe "fatta consegnare, da persone ignare, somme di denaro a suo dire destinate al mantenimento di animali e per l’adozione di cani che erano provento di furto". A questa denuncia Lidia Peschechera, che aveva un profilo Instagram con 13,8mila follower, aveva risposto con una querela e un duro post su Facebook nel quale attaccava la persona che l’aveva denunciata. "Mi ritiro da ogni forma di attivismo - aveva scritto su Facebook nel giugno scorso - , almeno evitate di insultami e minacciarmi e non dite più che vado ai presidi per farmi vedere e che sono una falsa animalista".
 

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