Violenza sessuale a Milano, arrestato il bomber Bahirov. La Vogherese: “Con noi ha chiuso per sempre”

Il direttore sportivo della società si scaglia contro l’attaccante accusato di stupro: “Anche se innocente non farebbe più parte della squadra: non basta segnare, ci vuole etica”

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Voghera (Pavia) – “Siamo sconcertati". Il direttore sportivo della Vogherese, Rino D’Anielli, dopo aver saputo che un giocatore della sua squadra è accusato d’aver abusato di una ragazza, non usa mezzi termini: "Abbiamo immediatamente sospeso, se le accuse saranno confermate, rescinderemo il contratto, ha finito d’indossare la maglia rossonera. E, per quanto mi riguarda, anche se dovesse risultare innocente, non farebbe più parte della squadra perché non basta segnare, si deve avere anche un’etica".

Secondo le accuse della procura di Milano, Stanislav Bahirov, attaccante di 25 anni, nella notte tra il 22 e il 23 ottobre avrebbe avvicinato una ragazza con alcune fragilità e, dopo averle offerto 5 euro perché finisse una bottiglia di vodka, nel momento in cui la 19enne ha quasi perso i sensi l’avrebbe costretta a subire atti sessuali.

“Non sappiamo quale sia la versione del ragazzo – ha aggiunto D’Anielli – e poco importa. Un simile comportamento è inaccettabile e da condannare anche se Stanislav darà sicuramente la sua versione dei fatti".

Residente a Milano, il bomber, che ha il doppio passaporto, romeno e ucraino, da anni si sposta per giocare a Pavia, Novara e Voghera. L’anno scorso con la maglia rossonera era stato l’artefice della scalata della squadra dall’Eccellenza alla serie D, diventando il beniamino dei tifosi. "All’epoca dei fatti Stanislav giocava nella Pro Novara – ha proseguito il direttore sportivo della Vogherese –, non so quindi se avesse raccontato qualcosa, se si fosse confidato con qualcuno. Da noi è arrivato a metà novembre e non ha mai parlato di quanto accaduto. Spero si sia reso conto della gravità e abbia rimosso quanto accaduto".

Molto generoso in campo, Bahirov è sposato e padre di due bambini piccoli. "Come società cercheremo di stare vicini alla famiglia – ha detto ancora Rino D’Anielli – che è una vittima, come la ragazza portata nel parco vicino alla sua abitazione milanese. Non abbiamo mai visto allo stadio la moglie e non sappiamo se sia integrata, se abbia un lavoro, ma da noi troverà sempre una famiglia che le darà una mano".

Portato in carcere a San Vittore, Stanislav mancherà sicuramente in casa, perché ai bambini mancherà il papà. La sua assenza, invece, si farà sentire meno in campo: proprio di recente sono arrivati due nuovi attaccanti. "Abbiamo cercato di fare bene – ha sottolineato il direttore sportivo – e adesso Bahirov non è più la bandiera, è uno dei tanti. Spero che la squadra sappia reagire bene alla doccia fredda che abbiamo avuto".