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3 mag 2022

Pavia, dalla dietologa al neuropsichiatra: specialisti al Centro diurno aperto

In via Folla di Sopra non più solo pasti caldi ma pure esperti a disposizione di pavesi e stranieri al le prese coi permessi

manuela marziani
Cronaca
La squadra è composta da 30 volontari, finora hanno bussato una ventina di utenti
La squadra è composta da 30 volontari, finora hanno bussato una ventina di utenti

Pavia - Persone che non hanno la disponibilità economica per andare da uno specialista, altre in cerca di un posto dove stare e altre ancora alle prese con pratiche burocratiche. Inaugurato lunedì accanto alla Mensa del fratello il “Centro diurno aperto“. Aperto perché consentirà a tutti di chiedere aiuto e non soltanto agli oltre 100 ospiti che ogni sera ricevono un pasto caldo in via Folla di Sopra. E diverse persone già chiedono aiuto, come ha fatto una ragazza che non può permettersi la visita da una nutrizionista e che ha trovato al centro chi può aiutarla: una giovane professionista che il venerdì arriva con il centimetro, la bilancia e segue cinque persone con diabete o disturbi alimentari. Il martedì, invece, è disponibile un neuropsichiatra.

«Con la pandemia i problemi sono aumentati – dice la coordinatrice Elena Raschini – e ci sono professionisti molto disponibili". Il martedì pomeriggio si troverà un esperto a disposizione degli stranieri alle prese con i permessi di soggiorno, l’ultimo martedì del mese un sindacalista della Cisl pronto a dare consigli anche su come ottenere il reddito di cittadinanza e volontari che daranno una mano a chi deve compilare le domande per gli alloggi popolari.

Una ventina finora le persone che hanno bussato alla porta del Centro aperto dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 14,30 alle 16,30 e una trentina i volontari. "Hanno seguito un corso – aggiunge Raschini – e adesso saranno presenti in due per ciascun turno". Al funzionamento del Centro diurno collaborano volontari delle realtà che hanno partecipato al Tavolo delle fragilità promosso dall’assessorato ai Servizi sociali del Comune, la parrocchia del Santissimo Salvatore, Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta), Casa del giovane e tanti altri.

«Dobbiamo dire grazie ai tanti volontari che ci hanno sempre creduto e non hanno mai fatto venire meno il loro sostegno – sottolinea don Franco Tassone, parroco di San Salvatore – Anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria abbiamo continuato a distribuire i pacchi alimentari".

 

 

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