Sospetti abusi edilizi. Denuncia il malaffare. Ma finisce sotto accusa

In municipio come in piazza la consigliera d’opposizione Alice Moggi ha sempre chiesto maggiore legalità. "Vogliono solo delegittimarmi".

Sospetti abusi edilizi. Denuncia il malaffare. Ma finisce sotto accusa
Sospetti abusi edilizi. Denuncia il malaffare. Ma finisce sotto accusa

Venticinque metri di recinzione posizionata dai precedenti proprietari e una piscina fuori terra che si ritira a fine estate: sono i due presunti abusi edilizi che avrebbe commesso Alice Moggi, la consigliera comunale di opposizione che ha contribuito all’inchiesta “Clean“ che ha portato a quattro arresti. In realtà la casa di via Abbiategrasso dove Moggi vive con la famiglia è di proprietà dei suoi genitori e proprio a loro, i pensionati Giuseppina Balzamo, ex assessore dei Verdi, e Alberto Moggi il 21 dicembre è stato notificato l’avvio di un procedimento.

"Non sono stati i cittadini a effettuare la segnalazione – spiega Alice Moggi – È stata una diretta iniziativa del Comune. Nel corso del 2023 il Comune ha effettuato 36 verifiche su presunti abusi edilizi, di queste solo 11 sono state di iniziativa diretta, una è quella relativa alla casa dove vivo. Il 27 dicembre in un sopralluogo si scopre che le “presunte violazioni“ riguardano la recinzione tra la proprietà dei miei genitori e la piscina, che loro hanno acquistato per le mie figlie.

Dal verbale emerge che la recinzione era stata posta prima dell’acquisto della casa, quindi prima del 2009, e che la piscina è una struttura esterna, appoggiata sul terreno e secondo i tecnici assimilabile a "arredi da giardino", che non richiederebbe permessi.

"Mercoledì è stata notificata ai miei genitori un’ordinanza di demolizione di recinzione e piscina, che era già stata smontata perché non ha alcun elemento da demolire, mentre la recinzione verrà rimossa dal proprietario dell’area. I miei genitori avrebbero potuto fare ricorso al Tar, ma non avrebbe senso per una recinzione di 25 metri. Intanto l’ordinanza prevede anche che il fascicolo venga inviato alla Procura. "Ai miei genitori è stato notificato l’avvio di un procedimento penale e hanno dovuto nominare un legale – Due pensionati rischiano un processo penale per una recinzione di 25 metri che neanche hanno fatto loro, e per non aver richiesto un “permesso di costruire“ per una piscinetta da bambini". Moggi, che ha ricevuto moltissimi messaggi di solidarietà da diverse parti politiche, si sente sotto attacco: "Qualcuno vuole delegittimare la mia azione di opposizione. Dopo 15 anni il Comune casualmente ha scoperto questo “gravissimo“ abuso, e nel giro di 10 giorni ha prodotto un tale risultato".

Manuela Marziani