Rapina nei campi per la droga. Gambizzato, arrestati due fratelli

La vittima, un trentenne marocchino, aveva raccontato di essersi ferito da solo

Rapina nei campi per la droga. Gambizzato, arrestati due fratelli

Rapina nei campi per la droga. Gambizzato, arrestati due fratelli

CASEI GEROLA (Pavia)

Sono due fratelli i presunti responsabili del ferimento a una gamba, con due colpi di pistola, del 30enne di nazionalità marocchina soccorso nella sera dello scorso 8 marzo nelle campagne di Casei Gerola. Dopo l’arresto, lo scorso 11 settembre, del 40enne ritenuto dalla Squadra Mobile della Questura di Pavia l’uomo che aveva materialmente premuto il grilletto per rapinare la vittima della droga, ieri la stessa Questura pavese ha reso noto l’ulteriore esito della "laboriosa e articolata attività d’indagine" che ha portato, nella mattinata di sabato scorso, all’esecuzione di altre due misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Pavia, una nei confronti dello stesso 40enne già in carcere a Torre del Gallo, l’altra nei confronti del fratello, finito ai domiciliari nella sua abitazione in provincia di Alessandria.

Entrambi sono accusati dalla Procura di Pavia dei reati, in concorso, di rapina, lesioni personali aggravate, illecita detenzione di sostanze stupefacenti e di arma da fuoco. Solo al fratello maggiore già in carcere sono contestati anche i reati di detenzione e porto di altre armi in luogo pubblico, di armi o canne clandestine e di acquisto o ricezione di arma da sparo clandestina. Lo scorso mese di giugno si sarebbe infatti reso protagonista anche di un altro episodio, sparando contro dei cartelli stradali sulla Sp82 tra Sale e Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria. E anche quando era stato arrestato a settembre, in esecuzione della prima misura cautelare, rintracciato dalla polizia a Castelnuovo Scrivia, era ancora una volta armato di pistola. "Alla luce del complesso delle prove raccolte - spiega la nota della Questura - il Gip di Pavia, ritenuti sussistenti a carico di entrambi i fratelli gravi indizi di colpevolezza e il pericolo di reiterazione di nuovi delitti anche al fine di inquinare le prove, intimorendo possibili testimoni, ha emesso la misura della custodia cautelare in carcere per il fratello maggiore, evidenziatosi per spiccata propensione criminale e pericolosità, disponendo invece che il fratello minore, avente il ruolo di ‘gregario’, venisse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari".