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1 giu 2022

Perseguita l’ex e la figlia minorenne Condannata a 8 mesi

Pavia, bambina affidata al padre. Lei voleva riaverla con sé

1 giu 2022
nicoletta pisanu
Cronaca

di Nicoletta Pisanu

Una donna di 35 anni è stata condannata ieri in tribunale a Pavia a otto mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena: era accusata di atti persecutori nei confronti di sua figlia e del suo ex partner, padre biologico della bambina. Il pm, nella scorsa udienza, al termine della requisitoria aveva chiesto che l’accusa di stalking fosse derubricata in molestie e che l’imputata venisse assolta. I fatti contestati si sono svolti in provincia di Pavia e risalgono al 2019, anno in cui la donna, per un improvviso grave motivo familiare, è dovuta partire con urgenza per il suo Paese d’origine nei Balcani. Secondo la difesa, affidata all’avvocata Marzia Monastra, la donna aveva chiesto al padre biologico di occuparsi della bambina, all’epoca undicenne, durante la sua assenza, per evitare che perdesse giorni di scuola partendo per il viaggio insieme a lei. La minorenne aveva sempre abitato con la madre fino a quel momento. Una volta che l’imputata è rientrata in Italia, tuttavia, non è riuscita a riavere la bambina con lei.

Era stato spiccato un provvedimento urgente del tribunale dei Minori con cui si affidava la minore al padre, su segnalazione presentata alle forze dell’ordine da parte di quest’ultimo. Secondo le accuse, come inserito nel capo d’imputazione, a questo punto la trentacinquenne avrebbe iniziato ad attuare comportamenti persecutori nei confronti dell’uomo e della bambina, con un appostamento sotto casa dell’ex compagno e messaggi, per cui a gennaio 2020 il padre della minore aveva sporto denuncia per stalking. La difesa invece sostiene che la donna cercasse con questi mezzi di capire che cosa fosse successo, volendo rivedere la figlia. In seguito è stato avviato l’iter giudiziario per l’accusa di stalking, che ha portato la donna a processo. Ora è arrivata la decisione della Corte: "Aspettiamo di vedere le motivazioni, ricorreremo in Appello", ha commentato l’avvocata Monastra.

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