Mancano 1.200 borse di studio: "Gli italiani vanno all’estero. Gli stranieri tornano a casa"

Nel cortile del Rettorato dell’Ateneo la manifestazione indetta dal Coordinamento Udu . La protesta: per finanziare tutti i 3.067 aiuti, servirebbero 17 milioni. Ma ne mancano 6,5.

Mancano 1.200 borse di studio: "Gli italiani vanno all’estero. Gli stranieri tornano a casa"

Cartelli e striscioni recitavano: «Senza borsa di studio contateci tra gli abbandoni» «Senza cibo o senza borsa»

"Senza borsa di studio contateci tra gli abbandoni", "Dov’è il diritto allo studio?" o "Senza cibo o senza borsa", hanno scritto su cartelli e striscioni un centinaio di studenti che ieri mattina hanno protestato nel cortile del Rettorato. Una manifestazione organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio cui hanno partecipato diversi universitari internazionali partiti con il sogno di avere una formazione ma si sono imbattuti in moltissime difficoltà.

"Molti di noi hanno lasciato il loro Paese per studiare – ha raccontato un giovane mediorientale al megafono – Siamo partiti con la speranza di una libera educazione e abbiamo incontrato molte difficoltà per venire a Pavia. Una volta arrivati poi non avevamo un posto dove risiedere, non c’era una sistemazione per noi, eravamo senza casa. Personalmente ho passato i primi 30 giorni da una stanza all’altra". A queste difficoltà ora si aggiunge la mancanza di fondi per le borse di studio. Nonostante un recente aumento di 900mila euro che servirà a finanziare 169 borse, 1.218 studenti risultano ancora privi di sostegno.

"Per finanziare tutte le 3.067 borse di studio – ha detto il segretario del Coordinamento per il diritto allo studio Udu, Alessandro Miceli – servono 17 milioni ma ne mancano 6,5". Senza fondi molti studenti saranno costretti a tornarsene a casa perché non sono più in grado di mantenersi. "Da ottobre aspettiamo il pagamento delle borse di studio e gli studenti non sanno più come saldare affitto e bollette. Come Udu continuiamo a ricevere messaggi disperati da parte degli studenti e molti di questi, soprattutto quelli internazionali, hanno già scelto di abbandonare Pavia. Attualmente quasi il 5% dell’intera popolazione studentesca di Pavia rischia di interrompere gli studi a causa della mancanza di borse". Finora le richieste e le denunce portate avanti dal sindacato studentesco sono rimaste perlopiù inascoltate. "Denunciamo – continua Miceli – l’indifferenza del presidente della Regione Attilio Fontana e del ministro dell’Università Anna Maria Bernini nell’investire su istruzione superiore e ricerca. La disillusione tra gli studenti internazionali è tale che molti di loro sconsigliano l’Italia come destinazione. Questo è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare: come possiamo sperare in un futuro per il nostro Paese se gli studenti italiani si trasferiscono all’estero e quelli internazionali rimpiangono la scelta di essere venuti qui? Chiediamo alle istituzioni, dal rettore Francesco Svelto al Governo di Giorgia Meloni, un intervento tempestivo".