Malato e sotto sfratto, l’appello disperato di Florin Stoican: "Non voglio finire in strada con i miei quattro figli"

Albuzzano (Pavia), l’anno di differimento dello sfratto sta ormai per scadere. Il 12 gennaio il nucleo familiare composto dai due genitori e quattro ragazzi di 16, 13, 9 e 2 anni e mezzo, dovrà lasciare l’alloggio

Florin e Florentina Stoican entrambi invalidi vivono con tre ragazzini e un bimbo piccolo in un appartamento che presto dovranno lasciare

Florin e Florentina Stoican entrambi invalidi vivono con tre ragazzini e un bimbo piccolo in un appartamento che presto dovranno lasciare

C’è una data cerchiata in rosso sul calendario della loro famiglia e non è quella di Natale. Il 12 gennaio la forza pubblica farà irruzione nel loro appartamento di quattro stanze e dovranno lasciarlo. "Non voglio finire in mezzo a una strada con i miei figli. Sono disperato", dice Florin Stoican, affetto da una malattia rara che lo costringe a sottoporsi a cure quotidiane. Sfrattato per morosità, il nucleo familiare composto dai due genitori e quattro ragazzi di 16, 13, 9 e 2 anni e mezzo dal 2018 è in graduatoria per ottenere un alloggio popolare del Piano di zona.

«Siamo al terzo posto – aggiunge Stoican – dovremmo avere una casa a breve. Se potessimo avere un po’ di tempo in più, potremmo fare una nuova domanda appena uscirà il bando, nella speranza di riuscire a ottenere un alloggio". "Il loro punteggio è molto alto – sottolinea Matteo Biemmi della Rete Antisfratto – Certo il Piano di zona dell’Alto e Basso Pavese di cui fanno parte 45 Comuni ha meno disponibilità di Pavia. Già in passato si era aperto uno spiraglio, che poi si è chiuso. Gli alloggi per sei persone sono pochi e non sono disponibili adesso. Ma questa famiglia non può andare sul mercato, vivono con la pensione d’invalidità". Disabile lui e con un’invalidità del 75% la moglie Florentina, sarebbero anche disponibili a lasciare Albuzzano per trasferirsi in un centro dove ci siano le scuole per i figli, i servizi e soprattutto un medico.

«Il proprietario dell’alloggio – prosegue Biemmi – ha accettato il contributo regionale previsto per la morosità incolpevole e ha acconsentito al differimento dello sfratto per un anno; mentre per legge lo sfratto dovrebbe essere differito fino al reperimento di una soluzione idonea. L’accordo raggiunto è scaduto a novembre e ora, se il proprietario non accetterà di percepire un affitto inferiore, dovranno andarsene".

Il Comune, con cui è stata avviata un’interlocuzione, conosce perfettamente la situazione e ha proposto di pagare alla famiglia un residence per un mese. "E poi?", domanda Florin Stoican. "L’Amministrazione civica sostiene che la nostra priorità è trovarci un lavoro – aggiunge Florentina Stoican, la moglie – Abbiamo portato in Comune i nostri curricula, ma non abbiamo ricevuto proposte. Mio marito potrebbe fare un lavoro non pesante, basta non sia costretto a rimanere a lungo in piedi. E comunque abbiamo bisogno di una casa popolare, non potremmo mai pagarcene un’altra".