La lupa Isabella salva per miracolo. Lacci metallici per animali, è denuncia

Dopo la segnalazione dell’Enpa i carabinieri forestali hanno svolto una serie di perquisizioni

La lupa Isabella salva per miracolo. Lacci metallici per animali, è denuncia

La lupa Isabella salva per miracolo. Lacci metallici per animali, è denuncia

I suoi lamenti percepiti nel buio avevano richiamato i volontari dell’Enpa e portato a ritrovare una femmina di lupo rimasta impigliata nel laccio metallico posizionato da qualche bracconiere in un terreno della zona di Stradella. Portata in centro specializzato e sottoposta a radiografie, si è scoperto che l’animale era stato percosso con violenza al capo e lasciato appeso agonizzante. Dopo la denuncia sporta contro ignoti da Enpa, sono scattate le indagini e giovedì i carabinieri forestali dei nuclei di Rivanazzano, Varzi e Zavattarello hanno eseguito una perquisizione in tre obiettivi delle località di Peschiera/Colombetta, proprio nei pressi del punto in cui era stata rinvenuta la lupa. La perquisizione finalizzata alla ricerca di prove relative ai reati di tentata uccisione e maltrattamento di animali, oltre al danneggiamento di un esemplare di fauna appartenente a specie protetta, ha dato esisto positivo. In una delle proprietà, infatti, sono stati sequestrati sette lacci metallici, di cui uno posizionato per catturare altri animali. Questi strumenti sono risultati identici per manifattura e tipologia a quello utilizzato per ferire il lupo. Al termine dell’attività, una persona è stata denunciata all’autorità giudiziaria per maltrattamento, tentata uccisione di animale e danneggiamento di un esemplare appartenente a specie protetta.

Intanto la lupa, dopo essere stata liberata, è stata portata prima alla clinica Croce azzurra di Casteggio poi una volta identificato come esemplare di lupo, al Cras di Cascina Fornace a Codevilla, uno dei nove centri lombardi specializzati nel recupero di animali selvatici, gestito dalla dottoressa Giovanna Grassi e da qui al Cras Monte Adone di Bologna dove le radiografie eseguite hanno evidenziato la presenza di fratture al cranio e fatto dedurre che fosse stata percossa con violenza. L’esemplare al momento del ritrovamento faticava a respirare, era sfinito e sanguinante. Molto probabilmente se le volontarie di Enpa avessero tardato, non ci sarebbe più stato nulla da fare per la lupa. Avrebbe avuto una fine orrenda. Ora, nonostante la gravità delle sue condizioni, l’animale che da tre anni veniva monitorata e vista aggirarsi per le colline e che era stata chiamata Isabella da una guardia ecologica volontaria, è riuscita a sopravvivere e sta leggermente meglio. Ma non è ancora fuori pericolo. Anzi, le pesanti ferite riportate potrebbero lasciare dei segni permanenti sulla lupa che potrebbe non essere più la stessa.