
La Giunta cambia regole “Like“ ai post dei cittadini. Il dipendente ora rischia
Voghera – Siamo abituati a mettere “like” sotto diversi post delle diverse piazze virtuali. Alcuni “mi piace“ sono messi consapevolmente, altri scappano scorrendo le pagine. Ma per qualcuno i “like” sono della discordia. Sta sollevando critiche, infatti, il codice di comportamento adottato dall’amministrazione comunale e che fino a ieri è stato sottoposto a una revisione partecipativa.
Ad avere delle riserve è la Uil perché, in base alle nuove disposizioni, un dipendente potrebbe essere sottoposto a un provvedimento disciplinare per un semplice “like" espresso sotto i post che altre persone hanno pubblicato sui social. In pratica un cittadino critica, il dipendente mette il simbolino con il pollice alzato e scatta il provvedimento. "Riteniamo una forzatura sostenere che si possa “esprimere gradimento, anche tramite Like nei confronti di interventi altrui se ciò può nuocere al prestigio dell’amministrazione“ - ha scritto Maurizio Poggi il segretario responsabile delle amministrazioni locali della Uil al segretario generale, al sindaco Paola Garlaschelli e alla Rsu – in quanto tale dizione della normativa statuale fa riferimento ad interventi e commenti, quindi in una articolata manifestazione del pensiero, mentre un semplice “like“ può essere semplicemente assertivo in merito a eventuali ed oggettive criticità presenti nell’ente".
Un like, quindi, sarebbe troppo riduttivo, un simbolo che non può sintetizzare un intero pensiero. "Un “mi piace“ sotto un post magari sulle buche in una via non vuol dire per forza che si va contro l’amministrazione – ha aggiunto Poggi –, non è necessariamente una critica. Va bene non usare i social quando si è al lavoro, è corretto, ma quando finisce l’orario, anche il dipendente pubblico diventa un cittadino come gli altri e deve essere libero di usare i social come crede. Questo non implica essere critico nei confronti della pubblica amministrazione, non è un insulto. Significa semplicemente che si è d’accordo o meno con un’affermazione"
. L’esempio che circola è quello della buca. Un cittadino segnala una buca in una strada e il dipendente si lascia scappare un like. "È una critica – ha proseguito Maurizio Poggi –? No, vuol dire semplicemente che la buca c’è e magari che la si segnalerà a chi di dovere perché vi ponga rimedio. Non è un giudizio, è un dato di fatto".
Nel codice di comportamento si dice che "il dipendente è tenuto ad astenersi da qualsiasi intervento o commento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza o della pubblica amministrazione in generale" e che "si astiene dal pubblicare, giudizi sull’operato dell’amministrazione". "Un po’ troppo restrittivo – ha concluso Poggi –, rivediamolo".