Razzismo o semplice diverbio? Gli occhi della giustizia sportiva su Albuzzano-Oltrepò under 16

Finale movimentato della sfida giovanile: un papà della squadra ospite chiama i carabinieri denunciando insulti xenofobi nei confronti del figlio, i dirigenti di casa replicano: “Solo un litigio”

Albuzzano, 19 marzo 2024 – I carabinieri sono arrivati e hanno identificato i presenti, in attesa di eventuali querele di parte. A chiamarli il padre di un giocatore in campo, domenica nella partita del campionato giovanile Allievi under 16, tra la squadra di casa dell’Albuzzano e quella ospite dell’Oltrepò. Prima un giocatore e poi un dirigente, si sarebbero rivolti con insulti razzisti contro due ragazzi di origini nordafricane. Questo almeno quello che è stato recepito fuori dal campo dal genitore che ha chiamato i carabinieri.

I carabinieri hanno raccolto le testimonianze delle persone presenti (Archivio)
I carabinieri hanno raccolto le testimonianze delle persone presenti (Archivio)

"Tornatene a casa" la frase incriminata, anche se la società dell’Albuzzano ha precisato che le parole dette dal dirigente sarebbero state "Vai a casa tua", frase peraltro pronunciata spesso dallo stesso dirigente nei confronti di altri giocatori del posto.

Tra le due versioni c’è la differenza del razzismo, che sarà anche valutato per l’aspetto della giustizia sportiva, in base a quello che ha messo a referto l’arbitro, che dopo aver interrotto la gara per alcuni minuti l’ha fatta riprendere e terminare (per la cronaca sportiva, vittoria dell’Albuzzano 1-0).

Stupisce comunque il clima di tensione in una partita tra ragazzini under 16, anche se non è certo la prima volta che le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire su un campo sportivo per liti che, oltre ai giovanissimi calciatori, coinvolgono anche dirigenti e genitori non proprio di buon esempio.