In via De Motis e Trecourt: "Dai tempi del cedimento siamo ancora sepolti vivi"

Per proteggere lo stabile dall’eventuale collasso di quello di fronte posizionate inutili barriere e reti metalliche con un telo volato via.

In via De Motis e Trecourt: "Dai tempi del cedimento siamo ancora sepolti vivi"

Il 24 febbraio di tre anni fa nove famiglie hanno dovuto scappare mentre preparavano il pranzo, lasciando una festa per i topi che tuttora invadono gli appartamenti con gli. scarafaggi: «Sta diventando. un problema sanitario»

Sepolti vivi da tre anni. I residenti di via De Motis che sono rimasti nella palazzina di fronte a quella che il 24 febbraio 2021 ebbe un cedimento non vedono più un raggio di sole. Per proteggere lo stabile dall’eventuale crollo dell’edificio di fronte, sono state posizionate barriere. "Non servono a niente – dice Monica Musso, che vive nel palazzo con il cagnolino Nerina – ormai sono marce. Se dovesse cadere il palazzo, non ci proteggerebbero". Chi ha potuto si è trasferito. Lo ha fatto una famiglia composta da tre invalidi, perché non potevano entrare nel cortile con l’auto. Appena arrivata è deceduta un’altra inquilina, mentre chi non ha trovato un’alternativa è dovuto rimanere e accettare di non vedere la luce del sole.

Diversa è la situazione di chi vive nelle villette di via Trecourt, di fronte al palazzo che ha subìto il cedimento. "Noi abbiamo avuto le barriere davanti al marciapiede di fronte alle nostre villette e non potevamo accedere ai garage – ricorda Simone Labò – Poi sono state sostituite con reti metalliche con un telo, che non avrebbero protetto le case se fossero caduti calcinacci. Le intemperie e il vento hanno fatto volare via pure il telo e di recente le reti sono state spostate più vicino all’altro marciapiede. Abbiamo l’accesso ai garage, ma così non c’è sicurezza".

Quel 24 febbraio 2021, quando si è verificato il cedimento, le nove famiglie della palazzina di via De Motis stavano preparando il pranzo e, dovendo scappare in tutta fretta, hanno lasciato cibo sul tavolo o sui fornelli, frigoriferi e scaffali pieni. Una festa per i topi.

"Ci è entrato in casa un topo di 40 centimetri – aggiunge Labò – che ha spaventato persino i gatti. Soltanto il nostro cane ha provato ad affrontarlo. Mia moglie ha trovato un topo anche nel motore dell’auto. Poi ci sono scarafaggi, ricci e altri animali. Sta diventando un problema sanitario". E le preoccupazioni non mancano perché nessuno ha saputo spiegare agli inquilini perché lo stabile di via De Motis abbia avuto un cedimento.

"Intanto la mia casa vale la metà del prezzo di mercato", sottolinea Labò. Almeno sono stati risolti i problemi di Sergio Trioni, preoccupato perché la moglie invalida non poteva essere raggiunta dalle ambulanze. Dei residenti in via De Motis si è parlato anche in Consiglio comunale, dove il sindaco Fabrizio Fracassi ha spiegato che "trattandosi di una palazzina privata, l’Amministrazione comunale non può intervenire direttamente, siamo disponibili a trovare una soluzione". "Visto che esiste pericolo per l’incolumità pubblica – replica Vincenzo Nicolaio del M5s – il sindaco deve fare un’ordinanza di demolizione".