Il futuro ponte di barche Chiatte stabili su supporti

È la nuova soluzione da 3 milioni ideata dai progettisti della Provincia "In questo modo metteremmo in sicurezza la passerella per 50 anni".

Il futuro ponte di barche  Chiatte stabili su supporti

Il futuro ponte di barche Chiatte stabili su supporti

BEREGUARDO

Circa 3 milioni per trovare una soluzione definitiva ai mali del ponte di barche. Li mette sul piatto la Provincia che, attraverso i progettisti incaricati, ha pensato di mettere in sicurezza il collegamento tra Pavese e Lomellina stabilizzando le chiatte su dei supporti. In questo modo non si modificherebbe l’estetica del ponte, ma l’impalcato salirebbe e scenderebbe a seconda del livello del Ticino. Così l’impalcato verrebbe meno sollecitato e gli automobilisti non sarebbero costretti alle montagne russe nei periodi di secca. L’ipotesi, che offre un quid in più al progetto di rifacimento completo del ponte, è stata presentata a 15 enti (Comuni rivieraschi ma anche Aipo, Parco del Ticino e Soprintendenza) perché valutino e decidano se procedere con l’idea iniziale, che prevede la sostituzione delle parti strutturali danneggiate, dei profili metallici e delle lamiere grecate zincate, la rimozione dell’assito ligneo con del cemento leggero liscio e bordi che ricordino il legno.

"Così ridurremmo la necessità di intervenire – ha detto il dirigente della Provincia Antonio Massaro – ma dovremmo comunque pensare a una manutenzione. Se invece venisse accolta l’idea delle chiatte poggiate sui supporti, per 50 anni potremmo avere un ponte in sicurezza". Sono una trentina le chiatte su cui poggia l’attraversamento, saranno tutte ridipinte e manutenute. Per intervenire la Provincia aveva inizialmente previsto di spendere 1,3 milioni grazie al Decreto ponti, cui ha aggiunto circa 800mila euro per i rincari. Ora è disposta ad aggiungerne altri 843mila.

"Se l’idea venisse respinta – ha sottolineato il presidente della Provincia, Giovanni Palli – potremmo assegnare l’appalto entro luglio ed effettuare i lavori nel primo trimestre del 2024. Altrimenti passerebbero due mesi in più per dei lavori che richiederebbero una parziale chiusura del ponte e poi un periodo di chiusura totale da concordare con i Comuni". Dopo la prima Conferenza di servizi, ci sono 45 giorni per prendere una decisione. Entro la fine di luglio si saprà se il ponte di barche sarà completamente rinnovato. "Se dovesse passare l’intervento definitivo e il ponte venisse preservato senza bisogno di una continua manutenzione – commenta Carlo Maiocchi, presidente del Comitato Ticino 2000 – sarebbe un sogno". L’incognita sono le piene e a chi spetterà la pulizia del fiume.