PAOLA ARENSI
Cronaca

Il focolaio di Dengue Screening utile, anzi no

A Castiglione d’Adda cittadini divisi sui test sierologici organizzati da Ats per individuare la presenza di eventuali anticorpi del virus e nuove infezioni.

di Paola Arensi

Fino a domani alle 13, i 4.500 castiglionesi hanno la possibilità di recarsi alla casa di comunità dell’ospedale di Codogno, a eseguire lo secreening gratuito per scoprire l’eventuale presenza di anticorpi del virus Dengue.

Ats Città metropolitana ha comunicato che il prossimo report sui controlli sierologici eseguiti a Codogno e il numero di eventuali nuovi contagiati saranno comunicati al termine dei test.

Al momento ci sono 6 casi individuati del focolaio autoctono, monitorato da Ats: un uomo di 72 anni, trovato positivo al test venerdì 18 agosto, all’ospedale di Crema, primo caso autoctono registrato in Lombardia; una bimba di 3 anni, ricoverata in pediatria a Lodi; un operatore dell’Asst di Lodi; un castiglionese di 88 anni; un ragazzo di 21 e una donna ultraottantenne ricoverata e già dimessa. Elia Delmiglio, sindaco di Casalpusterlengo, aggiunge poi "due casi transitati a Casalpusterlengo ma non residenti, di cui abbiamo avuto comunicazione, non sappiamo se parte del focolaio".

Intanto in paese i cittadini sono divisi. "È importante a livello scientifico e di monitoraggio sanitario della popolazione e quindi io ho partecipato – commenta Giovanni Bottani –. Non so dire quanta gente stia partecipando e sicuramente pochi anziani, penalizzati dal fatto che lo screening è stato organizzato dalla Regione a Codogno. Quindi credo che la fascia che si è resa disponibile sia la 4070 anni".

"Io lo screening non l’ho fatto – spiega Mariano Marzatico – perché non lo ritengo utile se proposto solo a Castiglione. Se fosse stato esteso a tutti i paesi del territorio, vicino ai fiumi Po e Adda, dove ci sono industrie etc. avrebbe avuto un riscontro diverso. La malattia, nella maggior parte dei casi, è asintomatica e si rischierebbe di avere un feedback diverso dalla realtà. E proprio per il fatto che stiamo diventando un paese tropicale, dovremo imparare a vivere con queste malattie e le disinfestazioni andranno raddoppiate".

Maurizio Loda intanto chiarisce: "Io non ho partecipato allo screening. Ritengo assurdo che la Regione abbia organizzato uno screening in un altro luogo. Ricordo, ai tempi del Covid, una grande partecipazione, nella struttura organizzata in paese per i tamponi su base volontaria. Regione Lombardia ha fatto tutto di fretta e furia in questo caso. Le strutture, per farlo in paese, le avrebbero trovate".