Il giallo di Enore Saccò, si indaga sulle sue conoscenze e sul possibile movente. Tutti i nodi da sciogliere

Bressana Bottarone, si attendono gli esiti delle comparazioni del Dna per avere certezza sull'identità della vittima trovata carbonizzata nell'incendio in casa e stabilire a chi appartenga il sangue trovato nel furgone

Nel tondo Enore Saccò, sullo sfondo i rilievi dei carabinieri

Nel tondo Enore Saccò, sullo sfondo i rilievi dei carabinieri

Bressana Bottarone, 18 febbraio 2024 – Si attendono risposte dagli accertamenti scientifici, ma le indagini proseguono anche in cerca di piste sul movente, scavando nella vita della presunta vittima. Non è ancora formalmente certo che il corpo trovato sotto le macerie della casa incendiata, in via Gramsci a Bressana Bottarone, sia quello del 75enne Enore Saccò, che però risulta comunque disperso dopo la denuncia di scomparsa di una delle figlie. E non si sa ancora di chi sia il sangue, trovato in abbondanza sul furgone dell'uomo, abbandonato a poco meno di un chilometro di distanza dall'abitazione, in località Argine, in riva al torrente Coppa.

Il sostituto procuratore Giuliana Rizza ha aperto il fascicolo, contro ignoti, per l'ipotesi di omicidio. E i carabinieri stanno procedendo con le indagini a 360 gradi, per risolvere un giallo che ha ancora tante domande senza risposte. L'incendio doloso, con più focolai d'innesco in diverse stanze della villetta, non è ancora chiaro se abbia provocato la morte della vittima o sia stato piuttosto appiccato per cercare di nasconderne le tracce. E anche l'abbandono del furgone ha poche spiegazioni, se non quella di aver inizialmente fatto credere ai vigili del fuoco che nella casa in fiamme non ci fosse nessuno.

Solo dopo il ritrovamento del furgone con le tracce di sangue, tornando a esaminare la casa incendiata, è stato trovato il corpo carbonizzato sotto le macerie nel garage al piano seminterrato rispetto al livello della strada. Un locale nel quale il 75enne accumulava una gran quantità di materiale vario per la sua attività e passione di cercare oggetti da rivendere nei mercatini, spinto non certo da necessità economica. L'uomo risulta infatti benestante e con un patrimonio immobiliare sia di appartamenti che di esercizi commerciali che gestiva dopo essere stato linotipista.

Un uomo dal carattere schivo e tutt'altro che benvoluto: tra i suoi contatti gli investigatori cercano chi potrebbe aver avuto motivi per ucciderlo. In attesa degli esiti, dai temi non immediati, delle comparazioni del Dna che potranno fornire le prime conferme sia sull'identità della vittima che sul sangue nel furgone.