Stefano Perlini, primario del Pronto soccorso del Policlinico San Matteo (Torres)
Stefano Perlini, primario del Pronto soccorso del Policlinico San Matteo (Torres)

Pavia, 31 ottobre 2020 -  «Ancora non abbiamo superato la fatica fisica e psicologica della prima ondata, che ci troviamo a dover affrontare la seconda". Stefano Perlini, primario del Pronto soccorso del San Matteo non nasconde la difficoltà di questi ultimi giorni. "Stiamo vivendo la paura di quello che abbiamo già visto - sottolinea - e non pensavamo potesse capitare così presto. Soprattutto perché noi medici siamo passati dall’essere definiti eroi, che non mi piace, ad essere accusati e denunciati. Nonostante tutto, ora siamo ripartiti, ma portiamo sulle nostre spalle un peso e così è più difficile lavorare".

Dalla prima alla seconda ondata, però, il Pronto soccorso non si è mai fermato, neppure per i pazienti Covid. "Al San Matteo abbiamo sempre mantenuto, anche in estate, una linea separata per i pazienti Covid e non Covid - ha proseguito il professor Perlini - solo che nei mesi estivi vedevamo 2 o 3 persone con il virus al giorno, oggi sono 45. E a questi si aggiungono tutte le sintomatologie ordinarie. In primavera, quando i pazienti Covid erano più di 100 non c’erano, non avevamo tutti gli altri pazienti". Oggi, invece, con la paura che serpeggia, molti si rivolgono al Pronto soccorso per aggirare le code ed effettuare i tamponi. "E sbagliano - continua Perlini -. Il pronto soccorso serve per le emergenze e le urgenze, mentre i problemi più ordinari possono essere gestiti dal territorio. Dobbiamo darci tutti una mano, chi ha un po’ di tosse non è il caso che venga in Pronto soccorso, basta stare in quarantena e non portare via il posto a chi non riesce a respirare".

Ieri in Policlinico erano 118 i pazienti ricoverati, di cui 26 in terapia intensiva, 19 in assistenza respiratoria e 73 in degenza ordinaria. Nelle ultime ore ci sono stati 12 nuovi ricoveri, 6 pazienti dimessi e 4 deceduti. E c’è chi viola le regole come accaduto ad Albuzzano dove i carabinieri giovedì hanno sorpreso alle 19,30 tre persone in una pizzeria aperta e dove non si rispettavamo le distanze. Il locale è stato chiuso per 5 giorni e agli avventori multati: 400 euro ciascuno. Inoltre chiusa ieri per sanificazione dei locali l’Agenzia della riscossione di Pavia. Purtroppo gli avvisi non hanno raggiunto tutti e qualcuno si è comunque presentato, senza riuscire ad entrare. Da lunedì lo sportello dovrebbe essere aperto.