NICOLETTA PISANU
Cronaca

Fallisce lo scambio di persona: clandestino si finge in regola per lavorare ma lo scoprono perché ruba

Stradella, un liberiano ha dato i propri documenti a un nigeriano per farlo assumere in una ditta usando l’inganno, esigendo parte dello stipendio. Ora sono entrambi finiti nei guai

L'operazione è stata condotta dai carabinieri

L'operazione è stata condotta dai carabinieri

Stradella (Pavia), 3 maggio 2024 –  Al lavoro spacciandosi per un conoscente e dividendo con lui lo stipendio. Contestando le accuse di sostituzione di persona e falsa attestazione la Procura di Piacenza ha chiuso le indagini su un nigeriano di cinquantotto anni, domiciliato a Stradella, mentre l’uomo al quale si sarebbe sostituito, un liberiano di cinquant’anni, è accusato di aver violato il Testo unico sull’immigrazione.

Il nigeriano è irregolare in Italia mentre il liberiano è in regola. Quest’ultimo secondo le accuse formulate dalla Procura piacentina ha fornito i propri documenti al nigeriano, favorendone dunque – per la Procura – la permanenza illegale in Italia al fine di permettergli di lavorare nel magazzino di una grossa multinazionale tra Piacentino e Oltrepò Pavese in cambio di una parte dello stipendio.

Usando i documenti del conoscente, compreso il permesso di soggiorno, e presentandosi come lui, dunque affermando di essere un immigrato regolare, il nigeriano secondo le accuse ha tratto in inganno l’azienda ed è riuscito a farsi assumere: è stato registrato con il nome che, in realtà, era del complice liberiano. Nel 2022 però il nigeriano ha tentato di compiere un furto in azienda: scoperto, è stato denunciato ed è finito davanti all’autorità giudiziaria, dove ha persistito nell’affermare di essere il liberiano regolare.

La Procura ha indagato su questo aspetto e ora ha notificato a entrambi l’avviso di conclusione indagini, riportando le accuse mosse a loro carico. Il nigeriano è assistito dall’avvocato Francesco Vittadini. Il prossimo passo dell’iter giudiziario sarà la richiesta da parte della Procura o di rinvio a giudizio o di archiviazione. Spetterà al giudice decidere se ci sarà o meno un processo.