La basilica di San Michele di Pavia
La basilica di San Michele di Pavia

Pavia, 31 maggio 2020 - Mesi fa era scattato un nuovo allarme per la basilica di San Michele: sul lato della chiesa che si affaccia verso il fiume Ticino erano caduti dei calcinacci. Il fragile rivestimento in arenaria del gioiello dell’arte romanica che fu teatro dell’incoronazione di diversi re longobardi e, nel 1155, di Federico Barbarossa, va incontro a fenomeni di erosione a causa degli agenti atmosferici e dello smog.

Dalla prossima settimana inizieranno i lavori di consolidamento. Il ponteggio è stato collocato e ora i tecnici potranno operare. L’intervento che costerà 210mila euro è stato finanziato in parte da Regione Lombardia (100mila euro) e in parte dalla Fondazioni Cariplo e Comunitaria e andrà avanti fino al 30 ottobre. "Quando comincia a fare freddo – spiega Vittorio Vaccari, presidente dell’associazione Il Bel San Michele che si occupa della basilica visitata da 800mila persone l’anno – l’intervento sulla facciata non si può più effettuare. Oltre al lato sud fino al giardino, comunque, in questa tranche interveniamo anche dall’altra parte sui tetti dei matronei meridionali".

Ma quello di cui ha bisogno la basilica non finisce qui. "Ci preoccupiamo sempre della facciata – aggiunge l’ingegner Vaccari –, in realtà anche la parte interna ha bisogno di un restauro. Recuperare la basilica vorrebbe dire pensare ai capitelli che erano tutti colorati. Grazie alla donazione di una famiglia di mecenati, ci occuperemo di due volte, ma i soldi non bastano. Occorrono 380mila Abbiamo chiesto aiuto alla Regione e ci appelliamo alla generosità dei pavesi". In collaborazione con il dipartimento di ingegneria civile e architettura dell’Università verrà eseguito un rilievo tridimensionale e il centro interdipartimentale di studi e ricerca per la conservazione del patrimonio culturale effettuerà indagini diagnostiche. Ma la basilica potrebbe anche dare lavoro. "Se avessimo i contributi si potrebbe istituire una fabbrica di restauro e ci sarebbe lavoro per almeno un decennio per laureati pavesi".