
Gli uomini delle Fiamme Gialle dovevano fare solo un controllo di tipo fiscale ma non è escluso che sospettassero già qualcosa
VIGEVANO (Pavia)
La Guardia di Finanza della Compagnia di Vigevano ha ritrovato e posto sotto sequestro oltre 15 mila capi di abbigliamento “griffati“ Zara della quale è stata accertata la provenienza illecita. Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un controllo di routine avvenuto nella seconda metà di settembre in un negozio di via Silva, nel pieno del centro storico della città. In quella circostanza il personale delle Fiamme Gialle avrebbe dovuto svolgere soltanto un controllo relativo al corretto assolvimento dell’obbligo di certificazione fiscale dei corrispettivi, ma non è escluso che gli investigatori avessero avuto in qualche modo sentore del fatto che in quella attività c’era qualcosa che non convinceva. E proprio nella circostanza sono stati scoperti i capi di abbigliamento con il marchio Zara, uno dei più noti per il quale tra l’altro qualche anno fa si era ipotizzata l’apertura di un punto vendita in città. Una quantità decisamente importante sulla quale non potevano che essere effettuati ulteriori accertamenti: gli uomini delle Fiamme Gialle, anche grazie ad un verifica incrociata con il responsabile della sicurezza della società che si occupa della gestione del marchio in Italia, hanno potuto accertare che il titolare dell’attività commerciale vigevanese non disponeva di alcuna autorizzazione per immettere sul mercato quei prodotti la cui provenienza è stata agevolmente definita dagli investigatori. Dalle risultanze è apparso infatti chiaro che erano stati sottratti in modo illegale dalla filiera produttiva, un particolare che è stato confermato, se mai ce ne fosse stata la necessità, dal ritrovamento, a seguito di una accurata perquisizione dei locali, di numerose placche anti-taccheggio che erano state rimosse in modo fraudolento.
Per questa ragione la merce è stata sottoposta a sequestro ed il titolare dell’attività è stato denunciato a piede libero per il reato di ricettazione. È chiaro che ora l’indagine della Finanza non è ancora completata: da ricostruire ci sono infatti i canali di approvvigionamento della merce sottratta illegalmente e se, come è probabile, i “fornitori“ avessero una ampia rete di clienti che rifornivano generando utili sottratti alle imposte di ogni tipo. In questo senso l’attività investigativa potrebbe interessare un territorio molto più ampio di quello interessato da questo primo ritrovamento.