Anila Ruci uccisa, la testimonianza dell’estetista e il mistero dell’uomo ferito

La titolare del centro di bellezza a Scaldasole: “Aveva appuntamento con me e non si è mai presentata”. Accertamenti sulla persona che la badante presentava come suo fratello

L'esterno della casa dove è avvenuto l'omicidio

L'esterno della casa dove è avvenuto l'omicidio

"Aveva appuntamento qui in negozio alle 16.45, le avevo mandato un messaggio perché mi avevano disdetto l’appuntamento precedente, chiedendole se voleva venire anche mezz’ora prima. Ma non mi ha mai risposto, non ha neanche mai visto il mio messaggio". Marika Famà, titolare del centro estetico L’Isola di Athena, in piazza Castello a Scaldasole, è sconvolta per aver saputo della tragica morte della sua cliente. "Certo che conoscevo Anila – dice ancora l’estetista – Abitando lei a poche decine di metri dal mio negozio la vedevo sempre a spasso con il cane. Per oggi aveva preso appuntamento venerdì scorso".

Il delitto

Anila Ruci, la 37enne albanese trovata uccisa ieri pomeriggio, abitava a Scaldasole da poco meno di un anno, nell’appartamento dove è stata accoltellata ieri, in via Piave. "Era arrivata qui nel giugno dello scorso anno – ricorda ancora Marika Famà – mentre il fratello (è emerso successivamente che questa persona, che Anila presentava come il fratello, non risulterebbe essere tale, ndr) l’ha raggiunta mi pare a ottobre, di certo dopo l’estate. Ma lui non parla italiano, lo vedevo solo uscire di casa e passare davanti al negozio per andare al bar. Mi sono chiesta se lavorasse, ma non lo so".

E lo ha visto anche ieri pomeriggio, poco prima dell’allarme. "Quando Anila non mi ha risposto al messaggio – ricostruisce l’estetista – sono andata al bar per un caffè perché non avevo clienti. Ho visto arrivare il fratello, che però non parlando italiano cercava dei connazionali, sembrava che volesse chiedere aiuto ma non ho capito cosa stesse succedendo e sono tornata in negozio. Poi ho visto arrivare l’ambulanza, che ha portato via il fratello. E sono arrivati i carabinieri, che hanno messo il nastro bianco-rosso alla porta".

I punti da chiarire

Quando ha visto il fratello di Anila al bar, era sporco di sangue? "No – risponde l’estetista – Aveva una maglietta grigia, non ho visto macchie rosse. Non so davvero cosa possa essere successo". Al momento non è chiaro in che condizioni il fratello – che poi fratello pare non essere –  della vittima sia stato portato in ospedale, pare anche lui ferito, non in pericolo di vita. Ma la sorella era già stata uccisa quando lui è andato a cercare aiuto al bar? E com’è stato ferito, se successivamente? Risposte arriveranno dalle indagini dell’Arma.