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enrico fovanna
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Chi fermerà la musica?

Lo strano caso dell’orchestra in sciopero che ha suonato con metà degli strumentisti

Comportamento eroico o antisindacale? Anche questa medaglia ha un diritto e un rovescio e la scelta due opposte interpretazioni. Il fatto, anzi lo spettacolo, va in scena ieri pomeriggio all’auditorium di largo Mahler, quello per intenderci dell’orchestra Verdi. Ma il gruppo ha cambiato nome e ora si chiama Orchestra Sinfonica di Milano. Soprattutto, in questa fase vive un difficile momento di agitazione.

Così ieri era stato indetto uno sciopero, il primo nei trent’anni di attività del sodalizio. Lo ha proclamato la Cisl ma la Cgil non ha aderito. Dunque alla fine il concerto si è tenuto lo stesso, ma a ranghi dimezzati. Dei 73 elementi previsti per la sinfonia dal Nuovo Mondo di Dvorak, sul palco ne sono saliti 38 con il direttore Vincenzo Milletarì che ha addirittura accennato a voce l’assolo del clarinetto del quarto movimento.

Nel frattempo il direttore generale e artistico dell’orchestra Ruben Jais dirigeva in contemporanea la Johannespassion di Bach, in un concerto gratuito nella vicina chiesa di San Celso. Insomma, un bel pasticcio e brutto clima. E mentre la Cisl valuta azioni legali, avrebbero detto i Queen, in qualche modo lo spettacolo deve andare avanti.

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