Candy di Brugherio
Candy di Brugherio

Monza, 17 agosto 2019 - Un anno difficile. Un autunno (il prossimo) caldo. E un futuro incerto. Sono diverse le crisi aziendali che hanno coinvolto il territorio, e non si sono aconra concluse, nell’ultimo anno. Su tutti i casi di Mercatone Uno e della catena di supermercati Iperdì e Superdì. Casi scoppiati in Brianza ma che hanno avuto un’eco nazionale per il numero di lavoratori coinvolti e per i punti vendita sparsi un po’ in tutta Italia.  A Brugherio c’è poi la vicenda del futuro della fabbrica Candy (acquistato un anno fa dal colosso cinese Haier) che, seppur con toni meno drammatici e con una continuità produttiva garantita per i prossimi anni, non vede del tutto al sicuro il posto di tutti i 450 operai.

SUPERDÌ e IPERDI'. A metà luglio è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo per i 225 dipendenti dei supermercati che non hanno trovato acquirenti in questo anno di trattative e aste giudiziarie. La procedura è stata formalmente aperta per 337 dipendenti, anche se, con la recentissima cessione all’asta di 5 punti vendita alla catena Il Gigante, cui si somma la vendita del negozio di Cesano Maderno, quasi la metà di questi verranno trasferiti direttamente alla nuova azienda. Con l’operazione, Il Gigante raddoppia la sua presenza a Cesano, dove già esiste un punto vendita alla stazione. Il licenziamento per gli altri casi è stato contestato dai sindacati. Si tornerà al tavolo ministeriale a settembre a pochi giorni (fine mese) dalla scadenza della cassa integrazione.

MERCATONE UNO. Si tornerà al ministero a metà settembre. I sindacati hanno recentemente incontrato i tre nuovi commissari incaricati dal ministero per gestire l’amministrazione straordinaria del colosso della vendita di mobili ed elettrodomestici, dopo il clamoroso flop della gestione precedente, che aveva affidato l’azienda alla Shernon Holding srl, fallita nel giro di 9 mesi accumulando circa 90 milioni di euro di debiti e lasciando oltre 1.800 lavoratori senza prospettive. A Cesano Maderno c’è uno dei più grandi a livello nazionale con i suoi 52 dipendenti, che dal 25 maggio scorso si trovano in cassa integrazione, con un sussidio calcolato sull’orario di lavoro che si erano ridotti pur di poter continuare a lavorare. In nuovo bando di vendita di Mercatone Uno che è stato pubblicato senza alcun accordo preventivo con i sindacati e che nei contenuti privilegia le offerte economiche rispetto alle garanzie occupazionali, legittimando anche operazioni “spezzatino” con suddivisione dell’azienda in aziende più piccole. Il prossimo incontro a Roma è fissato al 16 settembre, mentre il bando si chiuderà il 31 ottobre.

CANDY. L’azienda ha presentato un piano di rilancio della fabbrica di Brugherio (dalle attiali 350mila lavatrici prodotte all’anno a 450mila nel 2021) e ha chiesto il prolungamento di un anno della cassa integrazione per i circa 450 operai (quattro anni fa l’allora proprietà aveva individuato circa 200 esuberi poi “congelati” con solidarietà e cassa). Ma all’incontro a Roma, a fine luglio, i tecnici del ministero hanno spiegato che i fondi per la “cassa integrazione per ristrutturazioni aziendali”, sono agli sgoccioli (non solo per Candy ma per tutte le imprese) e non è detto che a settembre (quando scadrà l’attuale) la cassa si possa prolungare. Il segretario generale della Fiom-Cgil Pietro Occhiuto ha scritto ai parlamentari di zona, e il sindaco di Brugherio Marco Troiano anche al premier Conte, perché si possa rifinanziare il Fondo per la cassa integrazione.