Una protesta all'IperDì
Una protesta all'IperDì

Cesano Maderno (Monza Brianza), 26 giugno - Nella mattinata di sabato si potrà conoscere il destino di 5 punti vendita ex Superdì-Iperdì, messi all’asta dal Tribunale di Monza nell’ambito del concordato preventivo di Gca Generalmarket Srl. Escluso dalla procedura l’ex punto vendita più grande di tutti, quello di Cesano Maderno, che proprio in questi giorni viene svuotato dalla proprietà dell’immobile che cercherà di venderlo direttamente ad altri operatori commerciali, azzerando quindi ogni possibilità per i 38 dipendenti di un subentro diretto nell’eventuale nuova attività avviata dall’acquirente.

Intanto con l’asta fissata sabato mattina, ore 10, nell’ufficio del giudice Luca Fuzio al Tribunale di Monza si assegneranno, in due lotti distinti, prima il ramo d’azienda che riguarda un gruppo di 4 supermercati, quelli di Lodi, Porto Ceresio, Paderno Dugnano e Senago, poi, singolarmente, quello di Trezzano Sul Naviglio. Per il primo gruppo di 4 punti vendita, la base d’asta è stata fissata dal Tribunale a 5 milioni 915mila euro, mentre per il ramo d’azienda che comprende il solo punto vendita di Trezzano sul Naviglio, si parte da una base di 1.549.000 euro. Con l’assegnazione ad un nuovo acquirente del ramo d’azienda, i lavoratori potrebbero usufruire dei passaggi diretti, tornando così a lavorare nello stesso punto vendita sotto un’insegna diversa. Altrimenti per loro si aprirebbe lo scenario del licenziamento collettivo, che dovrebbe scattare il prossimo 29 luglio, così come accadrà per i 38 ex dipendenti del punto vendita di Cesano che non hanno trovato ad oggi nessun acquirente. Le voci di interessamento da parte di altre catene della grande distribuzione si sono inseguite nei mesi scorsi, fin da quando la proprietà gestiva direttamente le trattative, che però non sono mai sfociate in nulla di concreto dopo le cessioni a Italmark (10 punti vendita) e Famila (5 punti vendita).

«Per noi ci sono ancora 3 mesi di cassa integrazione fino al 29 settembre, poi scatta la mobilità, per uno o due anni, a stipendio ridotto», spiega Gianni Formenti, portavoce dei lavoratori del punto vendita di Cesano Maderno, che non si fa troppe illusioni: «Ormai non credo ci siano molte possibilità per noi di tornare a lavorare in questo posto, di sicuro non potremo più farlo alle condizioni contrattuali che avevamo prima». Sono tante le incognite da risolvere per i lavoratori ex Superdì, dopo il precipitare della crisi che si era manifestata in tutta la sua gravità poco più di un anno fa, quando hanno iniziato a svuotarsi gli scaffali di tutti i punti vendita.