Desio, giù la villa abusiva della famiglia di Massimiliano Cannarozzo: diventerà area di sosta per ciclisti

Approvato il progetto definitivo ed esecutivo sul terreno di tremila metri quadrati lungo la Valassina. Previsti alberi, panchine e tavoli da picnic, un parcheggio attrezzato e telecamere di sicurezza

Villa abusiva Desio, presto la demolizione

Villa abusiva Desio, presto la demolizione

Stanno per accendere i motori le ruspe che saranno incaricate di abbattere, dopo una storia che ha compiuto 18 anni, la maxi villa abusiva della famiglia di Massimiliano Cannarozzo lungo la Valassina. Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale di Desio ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per l’intervento, che si svilupperà su circa 3mila metri quadrati e avrà una doppia fase: non solo la demolizione dell’immobile, con tanto di smaltimento e bonifica, ma anche la riqualificazione, per creare una grande area verde attrezzata per la sosta dei ciclisti.

Un progetto importante e oneroso, che costerà ben 400mila euro, metà dei quali a carico delle casse comunali, mentre 200 mila dovrebbero arrivare dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. Dopo le operazioni di abbattimento, "seguirà il ripristino dell’area verde – spiega il Comune nel progetto – mediante l’inserimento di alberi ad alto fusto e di elementi di arredo urbano, quali panchine e tavoli, affinché lo spazio verde sia destinato principalmente ad area di sosta per i ciclisti che percorrono la rete ciclabile intercomunale che costeggia la SS36 e permette un diretto accesso all’area. Il progetto prevede anche la realizzazione di uno spazio per il parcheggio di biciclette progettato all’interno del parco, da cui sarà possibile raggiungere i tavoli e lo spazio aperto adibito ad area picnic e tempo libero".

L’intera area sarà munita di due telecamere di videosorveglianza per garantire la sicurezza. "Il segnale della lotta all’abusivismo è lampante e l’abbattimento di un simbolo di questa piaga è un passaggio fondamentale nel ripristino della legalità sul nostro territorio", hanno sottolineato durante gli ultimi passaggi dell’iter il vidcesindaco Andrea Villa e l’assessora Martina Cambiaghi. La prima ordinanza, nella lunghissima e intricata storia, è relativa al 2005, quando a seguito dei sopralluoghi della polizia locale, il Comune intimava la sospensione dei lavori, in assenza di titolo.

Nel 2006, mentre i lavori procedevano, ecco la diffida dell’ufficio tecnico. Quindi un vortice di richieste di sanatoria, presentate e mai accolte; ordinanze, ingiunzioni, ricorsi e controricorsi, al Tar, al Consiglio di Stato e perfino al Presidente della Repubblica. Tutto utile per guadagnare tempo e allontanare il giorno dell’abbandono. Un giorno che, alla fine, è arrivato. Il 27 maggio dell’anno scorso è avvenuto il rilascio spontaneo del bene ed è avvenuta l’immissione in possesso dei luoghi da parte del Comune di Desio in qualità di proprietario legittimo.