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17 apr 2022

Un angolo di Brianza nei bicchieri di Vinitaly

Il territorio non vanta neanche un ettaro a vite, se non per piccoli esperimenti Ma sono numerosi gli operatori locali impegnati nella promozione del settore

17 apr 2022
gualfrido galimberti
Cronaca
Il sevesino Fabio Motta, non solo produttore, ma anche enologo
Il sevesino Fabio Motta, non solo produttore, ma anche enologo
Il sevesino Fabio Motta, non solo produttore, ma anche enologo
Il sevesino Fabio Motta, non solo produttore, ma anche enologo
Il sevesino Fabio Motta, non solo produttore, ma anche enologo
Il sevesino Fabio Motta, non solo produttore, ma anche enologo

di Gualfrido Galimberti

La provincia di Monza e Brianza è l’unica in tutta la Lombardia che non dispone nemmeno di un ettaro vitato. I brianzoli, tuttavia, al Vinitaly che si è svolto da domenica a mercoledì a Verona, hanno fatto la loro parte.

Tra i produttori non sono mancati i monzesi Massimiliano e Matteo Brambilla. Fanno dell’ottimo vino, ma spingendosi un po’ più in là dei nostri confini. Sono infatti i titolari della cantina Vigne Olcru a Santa Maria della Versa nell’Oltrepò pavese. Non si tratta di una realtà che opera da generazioni in questo settore ma, benché giovani, si sono già fatti conoscere e apprezzare anche a livello internazionale ottenendo prestigiosi riconoscimenti. "Un Vinitaly molto interessante – commenta Massimiliano Brambilla –. Un po’ diverso dal solito, forse con meno presenze, ma non per questo inutile. Anzi, abbiamo avuto la possibilità di incontrare molti addetti ai lavori, dalla Corea del Sud a Singapore, agli Stati Uniti. Per quanto riguarda l’Italia tanti nuovi legami stretti con il meridione, soprattutto con la Puglia". Vanta una maggiore presenza nelle fiere il sevesino Fabio Motta. Lui è non solo produttore, ma anche enologo. Genero di Michele Satta, ha una sua azienda vinicola a Castagneto Carducci nella zona di Bolgheri. Partecipa spesso alle rassegne del vino, è stato capace di ritagliarsi un suo spazio portando avanti una filosofia tutt’altro che scontata: un vino rispettoso del territorio.

Anche andando controcorrente: nella zona di Bolgheri, quella dove negli anni si sono affermati i vitigni della zona di Bordeaux, lui sta riproponendo il Sangiovese che è il vitigno principe della Toscana. Nella cerchia ristretta dei produttori brianzoli, presente con uno stand anche la monzese Cristina Gemignani, titolare della Fattoria Zerbina, importante realtà di Faenza in Romagna, capace di affermarsi nel mondo del vino con l’ormai celebre “Sacco matto“. La Brianza al Vinitaly, però, non era soltanto produttori. Tra gli animatori della giornata anche i distributori. Andrea Romeo, di Cavenago di Brianza, girava come una trottola tra produttori e clienti per conto di Agenxia di Bovisio Masciago, realtà che ha nel suo portafoglio cantine importanti e di qualità. Stessa sorte anche per Carlo Valli, agente di commercio di Renate, che vanta una esperienza consolidata nel mondo del vino. "Sono al venticinquesimo Vinitaly – racconta – un appuntamento imperdibile. La Brianza del vino? Ha fatto passi da gigante: è passata dal bere tanto al bere bene. Un passaggio tutt’altro che scontato. Ha ancora ampi margini di crescita".

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