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19 ago 2021

"Siamo pronti ad adottare madri e bimbi afghani"

Le prime dieci famiglie hanno raccolto l’appello della onlus Salvagente Italia. Obiettivo dell’associazione: garantire ai profughi una nuova chance da noi

barbara apicella
Cronaca
Si lavora all’elenco delle persone disponibili ad aprire le porte a un rifugiato
Si lavora all’elenco delle persone disponibili ad aprire le porte a un rifugiato
Si lavora all’elenco delle persone disponibili ad aprire le porte a un rifugiato

di Barbara Apicella A poche ore dal lancio dell’iniziativa oltre dieci famiglie di Monza e Brianza hanno dato la loro disponibilità a ospitare una mamma con un bambino, o anche solo una donna o un minore dall’Afghanistan. In Brianza la macchina della solidarietà è partita dall’associazione Salvagente Italia Onlus. Il sodalizio, presieduto da Mirko Damasco, sta raccogliendo l’elenco delle persone che si sono rese disponibili ad aprire le porte della loro casa a un rifugiato. "La richiesta di fare qualcosa di concreto è partita direttamente dalla cerchia di persone che ci seguono - spiega Damasco -. Anche se non operiamo in quel Paese ci siamo subito attivati". Damasco, una lunga esperienza anche all’interno della Croce Rossa Italiana, ha deciso insieme al direttivo di fare da collante con le istituzioni: di raccogliere l’elenco delle persone disponibili ad ospitare un rifugiato e a seguirlo nel percorso di costruzione dell’autonomia e di un futuro migliore in Italia. "Quando ci sono situazioni come quella dell’Afghanistan, una delle prime necessità è ospitare. Quando il sindaco di Milano Beppe Sala ha comunicato, seguito da altri sindaci, la sua disponibilità ad aprire le porte di casa a un rifugiato, abbiamo pensato che quella fosse la strada migliore". Mirko Damasco si è immediatamente messo al lavoro e ha contattato l’associazione Refugees Welcome Italia da tempo impegnata in progetti di accoglienza dei rifugiati nel nostro Paese. "Non tutti infatti sanno che è possibile ospitare una persona che ha ottenuto lo stato di rifugiato politico. La famiglia viene seguita passo passo dall’associazione". Un’esperienza intensa: l’aprire le porte della propria casa a persone che, a causa della guerra, hanno dovuto abbandonare la loro terra e i loro cari. E che qui, in Italia, sperano di costruirsi un futuro migliore. "Alla famiglia viene richiesto in primis uno spazio. Una camera dove la persona ...

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