Sergio Bramini con Luigi Di Maio
Sergio Bramini con Luigi Di Maio

Monza, 18 giugno 2018 Questa mattina varcherà per la prima volta le porte della Camera dei Deputati. Non nasconde l’emozione Sergio Bramini, imprenditore di 71 anni, fino a poco tempo fa abituato più a occuparsi di rifiuti e brevetti per smaltirli – lui che di formazione è un chimico – e fatture milionarie. Ma che da quando è stato costretto a fallire nel 2011 con 4 milioni di crediti mai pagati dalle pubbliche amministrazioni con cui era abituato a lavorare, è giocoforza diventato un esperto di tribunali, leggi fallimentari, curatori fallimentari, case pignorate e portate via a migliaia di persone alle prese con la crisi economica.

Sergio Bramini oggi introdurrà e chiuderà, nella Sala Tatarella della Camera, uno speciale convegno. Il titolo fa capire bene di cosa si parlerà: “Emergenza aste giudiziarie, proposte di modifica legislative”. Organizza “Insieme per la dignità del debitore”. Al tavolo dei relatori si alterneranno il professor Maurizio Fiasco (“Le normative sul debito nell’esempio europeo: i limiti della legislazione italiana”), il professor Corrado Tocci, Commissione mondo del lavoro della CEI del Lazio (“Soluzioni per gli impoveriti indebitati”), l’avvocato Dino Crivellari (“Le banche e le esecuzioni immobiliari”), il professor Giacomo Di Gennaro dell’Università degli Studi di Napoli (“Le esecuzioni immobiliari nell’evoluzione della criminalità”), il professor Francesco Petrino, presidente SNARP e docente di Diritto Bancario, l’avvocato William Moretti (“Il bilanciamento degli interessi contrapposti e la tutela del debitore”).

E poi ancora ci saranno le testimonianze di analisti finanziari, di vittime delle aste immobiliari, di periti. E l’avvocato Biagio Riccio di Favor Debitoris, che illustrerà “Le norme proposte e lo stato della giurisprudenza sulle aste immobiliari in Italia”. Interverranno anche rappresentanti delle forze politiche “favorevoli a ripristinare l’equilibrio fra creditori e debitori”. Soprattutto al convegno verranno presentate dunque alcune delle nome, dei paletti a cui Bramini sta lavorando da settimane, da quando il segretario della Lega Nord Matteo Salvini e il leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio lo hanno incontrato (a ridosso dallo sloggio dalla sua casa in quel di Sant’Albino a Monza) e gli hanno fatto un’offerta ben precisa: «Vieni al Governo, aiutaci a scrivere la Legge Bramini». Di Maio lo ha tibadito anche l’altro giorno su Facebook: intende assegnare una consulenza al Ministero dello Sviluppo economico a Bramini.

Si dovrebbe concretizzare nei prossimi giorni. «Intanto io sarò a Roma per questo convegno: ho le idee chiare, Di Maio mi ha già chiesto di portargliele personalmente. Bisogna riformare profondamente la Legge fallimentare. Bisogna eliminare lo strapotere dei curatori fallimentari. Deve essere abriogata la legge numero 119/2016 che ha sancito lo strapotere delle banche. I debiti vanno pagati, ma bisogna proteggere anche i debitori. Senza per questo lasciar spazio ai furbi che tentano di infilarsi anche fra loro. Ecco, se c’è una cosa che non sopporto sono proprio i furbetti».