“Sbrogliando i fili“ del disagio. Novanta ragazzi assistiti in 2 anni stanno uscendo dall’isolamento

La fotografia: "Famiglie e scuole da sole non possono gestire queste patologie"

“Sbrogliando i fili“ del disagio. Novanta ragazzi assistiti in 2 anni stanno uscendo dall’isolamento

“Sbrogliando i fili“ del disagio. Novanta ragazzi assistiti in 2 anni stanno uscendo dall’isolamento

Soprattutto giovani, residenti in un po’ tutte le città dell’Ambito di Carate, ma con una presenza significativa su Lissone. Sono le persone assistite in questi primi due anni dal progetto Mataxa. Dati più consolidati arriveranno a ottobre, in occasione di un congresso scientifico che farà il punto preciso della situazione su questa iniziativa, ma già ora i numeri forniti in occasione del convegno dal titolo “Sbrogliando i fili“, che si è tenuto a Biassono, raccontano bene quanto incida Mataxa sul territorio. "La maggior parte delle persone seguite dal progetto sono giovani – spiega Filippo Viganò delle Comunità della Salute –, e questo ci fa capire che stiamo andando nella direzione giusta: sono quelle che avranno maggior beneficio da questo tipo di interventi". Tanti i Comuni interessati. "È stata Lissone ad avere più utenti, è la città per cui era partito il progetto, in base a un bisogno evidenziato sia dalla passata Amministrazione sia dalle associazioni del territorio, visto che era stato chiuso il Cps locale – chiarisce Viganò –. Delle persone aiutate da Mataxa 18-20 sono di Lissone, 12 di Carate e poi ce ne sono 2, 3 o 4 per ogni altro Comune dell’Ambito. I risultati ci sono: le persone stanno meglio". Lo scopo è anche ridurre l’isolamento e il pregiudizio verso il disagio psichico e le fragilità, operando sulla cura e sulla prevenzione, specialmente, per ciò che riguarda la prevenzione, verso i giovani e le persone "ritirate socialmente".

"Nell’ambito della salute mentale i bisogni crescono tantissimo, famiglie e scuole sono in difficoltà a gestire queste patologie", ha rimarcato il direttore sociosanitario di Asst Brianza, Antonino Zagari, durante il convegno biassonese, sottolineando come "i 90 pazienti passati da Mataxa, di cui 60 ancora in carico, non avrebbero avuto una risposta così immediata se non ci fosse stato questo progetto". E a dimostrazione che il lavoro di rete funziona, di tutte le persone prese in carico finora da Mataxa circa 30 sono state inviate al progetto dai servizi sociali del territorio.

F.L.