L'ingresso della Villa Reale di Monza
L'ingresso della Villa Reale di Monza

Monza, 4 gennaio 2021 - A poco più di sei anni dall’inaugurazione, il sogno del rilancio della Villa Reale di Monza, prestigioso fantasma restaurato dopo decenni d’abbandono, si arena di nuovo. Colpa dei conti in rosso e della guerra fra il l’ente pubblico da cui dipende il monumento e il privato che gestiva il complesso.

Ora il Consorzio preferisce ripartire da zero. Cancellando quanto fatto finora dal concessionario Nuova Villa Reale. E rifiutando la sua proposta di "subentrare nei contratti attivi e passivi, al fine di assicurare continuità nella gestione". Si tratta non soltanto delle utenze, dall’energia elettrica all’acqua, ma anche degli accordi per la mostra su Dalì, per il personale, i servizi di guardiania, biglietteria e guardaroba. E per il bristrot Vicook della famiglia stellata Cerea.

Dopo aver confermato a fine novembre l’immediato recesso dal contratto dando 15 giorni di tempo (ultimatum passato senza che nulla succedesse, aprendo quindi la strada a un ‘divorzio’ in tribunale) per ricevere il pagamento delle "somme dovute a oggi al concessionario" (8,3 milioni di euro) e rimandando al 15 gennaio la consegna delle chiavi del corpo centrale della Villa, Attilio Navarra, legale rappresentante della società Nuova Villa Reale, è pronto a smantellare la ‘sua’ porzione di reggia. Il 23 dicembre il Consorzio ha comunicato ufficialmente di non avere intenzione di ‘ereditare’ alcun contratto né di rilevare alcun arredo, tendaggi compresi. 

Nonostante a fine ottobre il Consorzio avesse espressamente confermato di avere un’unica priorità: riaprire tutta la Villa. E sia. Ma tutto quello è presente oggi nel corpo centrale non ci sarà. Niente mobilio, niente bookshop, tende, né bar e cucine: "Da domani (oggi, ndr) iniziamo a smontare ed entro l’11 gennaio i locali dovranno essere vuoti e dovranno essere fuori anche Vicook e la mostra di Dalì (che sarebbe dovuta rimanere in calendario fino a dicembre 2021) – l’ultimo aggiornamento di Navarra -. Amarezza per il personale (9 addetti della società Cultura Domani e altri 5 di Nuova Villa Reale in cassa integrazione dalla scorsa primavera ndr ) e anche per quanto fatto finora all’interno della reggia, a cominciare dagli arredi disegnati dall’architetto Michele De Lucchi. Erano molto belli: pezzi unici, li metteremo all’asta".

Intanto, il 15 gennaio è confermato l’incontro per la riconsegna delle chiavi del corpo centrale al Consorzio. Un epilogo "doloroso" - il commento di Navarra -, ma ormai inevitabile dopo aver tentato invano, per tre anni, di chiedere la revisione del piano economico della concessione per i bilanci costantemente in perdita (quasi un milione e mezzo di euro all’anno) e della mancata realizzazione del progetto di restauro delle altre ali della Villa Reale. Nemmeno nell’ultimo anno, dopo il primo invio dell’atto di recesso a novembre 2019, la contesa ha fatto passi in avanti verso una soluzione ‘amichevole’. Fino all’ultimatum (scaduto) del concessionario.