Milano, 1 settembre 2016 - «Confermo quello che ho dichiarato ai carabinieri». E il giudice convalida l’arresto e lo trattiene in carcere. Così si è conclusa l’udienza davanti al giudice del Tribunale di Monza di Attilio Berlingeri, il 56enne che l’altra sera a Seregno ha ucciso con due colpi di pistola al torace la ex convivente Carmela Aparo, 64 anni, perchè non accettava la decisione della donna di troncare la loro relazione.

Al gip Rosaria Pastore che si è recata ieri mattina nel carcere di Monza ad incontrarlo per l’interrogatorio per la convalida dell’arresto, Attilio Berlingeri ha voluto confermare quanto già pronunciato ai militari che nell’immediatezza dell’omicidio l’hanno arrestato mentre fuggiva sulla sua auto, con a bordo ancora il revolver usato per uccidere e anche un’accetta. Non una parola di più da parte del 56enne, che però, alla presenza del suo avvocato nominata d’ufficio, Silvia Letterio, non si è avvalso della facoltà di non rispondere o ha negato le spontanee dichiarazioni già rese ai carabinieri. Attilio Berlingeri ha ribadito di avergliela giurata a Carmela che gliel’avrebbe fatta pagare perchè, nonostante i tanti anni e i tanti guai vissuti insieme (tra cui un agguato a cui erano scampati entrambi 20 anni fa) la ex convivente l’aveva denunciato per lesioni e riscuoteva ancora lei l’affitto di un appartamento che apparteneva a lui. «L’ho trovato tranquillo - ha dichiarato l’avvocato del 56enne, che resterà dietro le sbarre con le pesanti accuse di omicidio volontario premeditato e aggravato anche dai futili motivi e detenzione e porto abusi di armi - Per il momento non intendo rivelare alcun particolare sulla difesa perchè c’è ancora il segreto istruttorio».

Intanto ieri mattina è stata anche eseguita l’autopsia sul corpo di Carmela Aparo, disposta dal magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore della Repubblica di Monza Alessandro Pepè. L’esito definitivo dell’esame dei medici legali non è ancora stato comunicato, ma è confermato che la vittima dell’omicidio è stata attinta da due proiettili al torace, esplosi a distanza ravvicinata dalla ex convivente e sparati da un revolver, una vecchia e grossa arma da fuoco munita di cariche devastanti, capaci di provocare gravissimi danni agli organi interni della 64enne, arrivata infatti in condizioni disperate all’ospedale San Gerardo di Monza e deceduta durante l’intervento chirurgico. Il pm intende sottoporre il revolver ad una perizia per avere la conferma che sia stata proprio quell’arma (che Berlingeri ha ammesso di avere acquistato recentemente a Milano proprio in vista del regolamento di conti con l’ex convivente) a sparare contro la 64enne e se sia magari stata usata per altri fatti criminosi, mentre attende di acquisire e valutare la documentazione medica sulle condizioni psicologiche del 56enne, in cura al Cps dell’ospedale di Seregno, per decidere se disporre una perizia psichiatrica.