GABRIELE BASSANI
Cronaca

Omicidio Attanasio, la rabbia di papà Salvatore: “Italia senza coraggio”

Critiche alla decisione del governo di non opporsi all’immunità dei funzionari Onu: “Lo Stato ha abbassato la testa e rinuncia a difendere l’onore dei suoi servitori”

Luca Attanasio, ambasciatore italiano ucciso in Congo

Luca Attanasio, ambasciatore italiano ucciso in Congo

Limbiate (Monza Brianza) – ​​​​​​“Purtroppo le parole del ministro Tajani confermano che lo Stato italiano ha abbassato la testa di fronte a poteri forti e rinuncia a difendere l’onore di un suo ambasciatore e di un suo carabiniere morti in servizio”.

Così Salvatore Attanasio, papà di Luca, l’ambasciatore d’Italia ucciso in Congo nel febbraio del 2021, reagisce alle spiegazioni fornite in aula dal ministro degli Esteri Antonio Tajani di fronte all’interrogazione formulata dalla deputata Maria Chiara Gadda (Italia Viva). Il tema è quello che si trascina da mesi: perché l’Italia non ha chiesto all’Onu di rinunciare all’immunità e non si è costituita parte civile al processo?. “Questa è la prima volta in cui lo Stato italiano, su questa vicenda, in maniera chiara abbassa la guardia e dichiara di fatto la propria impotenza”, prosegue Salvatore Attanasio, sconcertato di fronte alle parole del ministro: “Ha detto che si rischiavano sanzioni internazionali, ma stiamo scherzando? Di fronte a un triplice omicidio? Serviva la schiena dritta. Le parole del ministro sono una porta chiusa, ora non ci resta che sperare nel lavoro della magistratura”, prosegue Attanasio.

Che propone un paragone destinato a far discutere: “Ricordate Sigonella? In quel caso lo Stato italiano dimostrò di avere la schiena dritta nei confronti degli americani, ristabilì la propria sovranità e non ci fu alcuna ritorsione. Purtroppo oggi vedo mancanza di coraggio e spiace che l’Italia sia ridotta alla parte di Cenerentola, mentre è uno Stato che si deve fare rispettare e non mostrarsi vassallo di qualche potere”.

Le spiegazioni fornite in aula da Tajani, non hanno per nulla convinto l’onorevole Gadda: “Signor Ministro, se lei fosse il padre di Luca Attanasio, se fosse il fratello di Vittorio Iacovacci, si farebbe bastare questa risposta? Le persone coinvolte sono ancora in servizio e le omissioni manifeste hanno portato alla morte di un ambasciatore della Repubblica italiana. La invito a riconsiderare la vostra posizione, di dare giustizia alla famiglia, ma soprattutto di portare la verità in questo Paese”.

Ieri intanto, lo stesso ministro ha presentato la ‘Quota Attanasio’, un nuovo strumento finanziario per l’internazionalizzazione delle imprese italiane da 200 milioni di euro, rivolto alle aziende già presenti nei Paesi africani o che lavorano con esso. Un impegno che rientra nel più ampio Piano Mattei per l’Africa annunciato dal governo a gennaio. “Le intitolazioni fanno piacere, confermano la volontà di mantenere la memoria di Luca, ma certamente ci saremmo aspettato qualche passo più concreto in direzione della verità”, conclude amaro Salvatore Attanasio.