di Cristina Bertolini Gli anziani del Paese ritrovato hanno un nuovo amico. È Nao di Sofbank robotics, il robot umanoide in servizio al villaggio per malati di Alzheimer, grazie a un Progetto della Cooperativa La Meridiana sostenuto da Banca d’Italia e realizzato in collaborazione con la Scuola di robotica di Genova. Già da diversi anni La Meridiana sperimenta terapie non farmacologiche per dare benessere ai suoi anziani, come ricorda Claudio Cavaleri, direttore operativo. Nao è stato impiegato dagli operatori del Paese ritrovato in sedute di “edutainment“, cioè gioco e...

di Cristina Bertolini

Gli anziani del Paese ritrovato hanno un nuovo amico. È Nao di Sofbank robotics, il robot umanoide in servizio al villaggio per malati di Alzheimer, grazie a un Progetto della Cooperativa La Meridiana sostenuto da Banca d’Italia e realizzato in collaborazione con la Scuola di robotica di Genova. Già da diversi anni La Meridiana sperimenta terapie non farmacologiche per dare benessere ai suoi anziani, come ricorda Claudio Cavaleri, direttore operativo. Nao è stato impiegato dagli operatori del Paese ritrovato in sedute di “edutainment“, cioè gioco e supporto educativo cognitivo. Non solo accudimento tranquillizzante, dunque, ma un vero e proprio stimolo per dare gioia e benessere nonché sollecitare la memoria.

È alto 50 centimetri, ha le fattezze di un bambino, per questo è diventato il “nipotino“ della compagnia. In piedi sul tavolo, gira la testa verso la persona con cui parla. Si presenta, chiede nome cognome; ha il vezzo, tutto italico, di gesticolare durante la conversazione. In una prima fase riceveva i comandi da un computer. Ora invece gli esperti della Scuola di robotica hanno caricato il software Aldebaran direttamente nel robot, così da renderlo più facile da utilizzare. Quindi è a tutti gli effetti parte della squadra con Marco Fumagalli, educatore, e Paola Perfetti, attrice e drammaterapeuta. Loro lo presentano, lo stimolano e lui parla con gli anziani che, quando non c’è, chiedono di lui. Gli si illuminano gli occhi mentre parla e le orecchie mentre ascolta.

Propone sei scenari di attività: chiede di presentarsi e racconta di sé. Propone di cantare insieme, grazie a un database di dieci canzoni della tradizione italiana. Poi cammina, si siede e chiede di imitare il volo, la guida di un’auto e altre semplici attività. "Grazie, sono contento di essere qui – dice Nao – Siete stati proprio bravi". Con un pulsante sui piedi il robot verbalizza le sue emozioni. Nao dispone di 25 gradi di libertà e 7 sensori tattili su testa, mani, piedi, sonar e un’unità inerziale per percepire l’ambiente e orientarsi nello spazio. "Lo abbiamo sperimentato in due appartamenti – racconta Paola Perfetti – con 12 partecipanti. Da un incontro all’altro si ricordavano di averlo già visto ed erano contenti di rivederlo; rafforza le relazioni e stimola la memoria".

"Il Paese ritrovato – come lo descrive il direttore Roberto Mauri – è un luogo reale che vuole rallentare il decadimento cognitivo e ridurre al minimo le disabilità nella vita quotidiana, offrendo alla persona residente l’opportunità di continuare a vivere una vita ricca ed adeguata alle sue capacità, ai suoi desideri e ai suoi bisogni". Il villaggio si estende su 3.360 mq con un’area adibita a negozi e luoghi di aggregazione, con vie, piazze, giardinetti, negozi, il teatro, la chiesa, la Pro loco e l’orto. Il Giardino fiorito permette lunghe camminate nel verde e il Giardino degli artisti il riposo in un orto e frutteto.