Fabrizio Marchetti era riuscito ad aprire un suo locale a Seveso
Fabrizio Marchetti era riuscito ad aprire un suo locale a Seveso

Monza, 19 marzo 2020 - Fabrizio Marchetti aveva solo 32 anni e non ce l’ha fatta a sconfiggere quell’infezione contro cui lottava da mesi e che avrebbe contratto durante un viaggio a Cuba. Da giorni era ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza, perché le sue condizioni si erano aggravate. Sarebbe poi risultato positivo al coronavirus e "non ho potuto nemmeno stargli accanto e vederlo l’ultima volta – dice straziata la madre Lidia, ora in quarantena con il marito, la figlia e il genero – Ma non appena finirà questa emergenza vorremmo fargli un funerale e permettere a tutti quelli che gli volevano bene di salutarlo".

Perché Fabrizio non dev’essere ricordato solo come l’ennesima vittima del coronavirus, che potrebbe aver provocato un aggravamento delle sue condizioni. E comunque, precisa un’amica di famiglia sui social, "le cause esatte della sua scomparsa sono ancora da definire. Siamo in attesa del riscontro autoptico". Abitava a Nova Milanese e faceva il barman, prima nel locale del parco Vertua, poi, grazie all’aiuto della mamma, era riuscito ad aprire un locale tutto suo, il “Mada”, a Seveso. Girava in moto, viaggiava e aveva un grande cuore: con la coop Oasi di Nova Milanese aveva insegnato i ragazzi down a fare i caffè nel progetto "Barista per un giorno", mentre un paio di anni fa si era inventato regista per "White Soul", un corto di denuncia contro la violenza sulle donne.