CRISTINA BERTOLINI
Cronaca

Le vacanze alternative di Lorenzo Viganò, a 21 anni in missione in Etiopia: “Che soddisfazione aiutare gli altri”

Lo studente universitario di Lissone è partito come volontario de Gli amici del Sidamo: “Quello che mi colpisce di più? L’umanità delle persone”

Lorenzo Viganò

Lorenzo Viganò

Lissone (Monza e Brianza) – Agosto, tempo di mare e montagna. Ma c’è chi il tempo lo vuole offrire agli altri. È il caso di Lorenzo Viganò, 21 anni di Lissone, studente di Medicina all’università Bicocca e da sei anni volontario de “Gli amici del Sidamo” (dal nome della regione dell’Etiopia), movimento giovanile che sostiene una serie di missioni salesiane nel sud dell’Etiopia. Con lui ci sono, fra gli altri, Tommaso, 22 anni fresco di laurea in Economia ed Edoardo, che alla fine della maturità ha scelto di fare un’esperienza in Africa. Insieme a 18 suoi amici di Monza, della Brianza e di Milano, Lorenzo è partito per un mese di vacanza-volontariato ad Adami Tulu, smistati in diverse strutture salesiane, dove svolgono varie mansioni e intrattengono i bambini e ragazzi nell’oratorio, secondo la tradizione di don Bosco.

"Insieme ai miei amici – racconta Lorenzo – abbiamo aiutato a spostare gli strumenti di un’aula computer, a riparare il trattore e al pomeriggio abbiamo tenuto compagnia ai bambini con giochi e attività varie, bandiera, corsa con i sacchi, per evitare che rimangano soli per la strada. Quello che mi colpisce di più? L’umanità delle persone che spesso si perde tra video e reportage stereotipati. I bimbi sono dapprima sospettosi e poi curiosi come i nostri. Ti scrutano ti osservano, ma bastano alcuni numeri di giocoleria spicciola e si avvicinano con calore".

Rispetto ai bambini europei, "qui sono molto più fisici: "Ti abbracciano e vogliono sentire il contatto con le persone, hanno interesse e cura per l’altro, nonostante la grande miseria in cui vivono". Ci si capisce a gesti, perché sia i ragazzi sia i preti salesiani originari del luogo parlano un inglese essenziale: "Pollici in su o in giù, sorrisi e sguardi superano ogni barriera linguistica". Essenziale è anche il bagaglio di Lorenzo e dei suoi compagni, un piccolo zaino per gli effetti personali e poi 38 borsoni da stiva, contenenti palloni, cancelleria per la scuola, giochi e alcuni farmaci base, come antipiretici, fermenti lattici e anti zanzare, oltre a biscotti al cioccolato, Nutella e Fernet Branca, graditissimi ai sacerdoti della comunità locale.

Dopo le numerose vaccinazioni d’obbligo (anti febbre gialla, antitifica, colera, epatite e profilassi antimalarica), Lorenzo e la sua comitiva mangiano insieme agli abitanti dei villaggi la Engera (piadina spugnosa e acidula) con cavoli, barbabietole, patate e la carne, ma solo nei giorni di festa. Pranzi frugali, ma condivisi. Da anni Lorenzo passa le sue vacanze in maniera produttiva: "Ho fatto l’animatore a Iolanda di Savoia, in Emilia, sempre con i Campi del Sidamo, poi sono andato a raccogliere l’uva in Franciacorta e tagliare la legna. Il ricavato delle attività di noi ragazzi viene devoluto a scopo benefico per le missioni. È una soddisfazione sapere di poter essere utile per aiutare gli altri".