Chi è Lindys Perez Filip, la nuova “mantide della Brianza”: un uomo ha rischiato di morire

Cornate d’Adda, emergono i retroscena dell’arresto della 40enne cubana che si fingeva infermiera per adescare gli uomini

Lindys Perez Filip

Lindys Perez Filip

Cornate d’Adda (Monza), 29 gennaio 2024 – Un’altra mantide in Brianza. Un’altra donna che stringe conoscenze maschili attraverso Internet e poi fa scattare la trappola, quando l’incontro virtuale diviene reale. Un sedativo nel caffè, lo stordimento improvviso del malcapitato e il gioco è fatto. I “nuovi amici“ si ritrovano in stato confusionale e senza soldi. E, in un caso, in pericolo di vita. I carabinieri hanno fermato Lindys Perez Filip, una quarantenne di origini cubane, senza fissa dimora e con passato fatto di tanti lavoretti, con una casa in prestito a Cornate d’Adda.

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Il precedente

Un paese sulle sponde del fiume a una manciata di chilometri da Roncello, borgo di residenza e luogo d’elezione per gli incontri di Tiziana Morandi (condannata in primo grado a 16 anni e 5 mesi per aver narcotizzato e depredato 9 uomini), quella che i media hanno battezzato per prima come "Mantide della Brianza". Anche per la sua emula, lo strumento principe per agire era il caffè corretto alle benzodiazepine.

Il fermo

La finta infermiera, così diceva di sé in chat, per la quale in serata è stato convalidato il fermo, non agiva in un appartamento, ma - a quanto sembra - direttamente in auto. Stando all’indagine dei militari di Vimercate, infatti, Lindys Perez si procurava le bevande direttamente al bar, o forse si attrezzava con un thermos e poi, a bordo delle vetture delle sue stesse vittime, serviva la tazza con l’aggiunta dello psicofarmaco.

Le vittime

Il primo a cadere nell’insidia è un tassista di 52 anni del Sud Milano. Dopo un incontro con la finta professionista sanitaria, riprende la strada di casa, ma è stordito, con la vista e la mente annebbiata e la macchina finisce contro la cancellata di una villetta. Nessuna conseguenza fisica di rilievo. Solo la scoperta che dal marsupio erano spariti 650 euro. Sporge subito denuncia. L’episodio risale a mercoledì della scorsa settimana. Lì per lì l’uomo non si accorge di essere stato drogato, pensa a un malore, a un colpo di sonno. Nel frattempo, iniziano le indagini a carico della quarantenne, che procedono spedite. Lei, comunque non interrompe la propria attività. Prosegue con gli appuntamenti. Si arriva a venerdì scorso, quando a passare dalle chiacchiere in rete a un incontro di persona tocca a un 66enne di Trezzo sull’Adda, centro del Milanese a tre chilometri da Cornate. La donna è con lui sull’auto mentre lui all’improvviso si sente male. È grave e deve decollare l’elisoccorso per prendersi cura del malcapitato che finisce in Terapia intensiva al San Raffaele, dove dopo giorni di ansia ora è fuori pericolo. È ancora ricoverato e non è stato ascoltato dagli inquirenti.

Le indagini

I carabinieri però vogliono vederci chiaro e scatta la perquisizione. Addosso alla nuova mantide, che viene fermata, spuntano i medicinali usati per alterare il caffè. E i controlli si spostano anche nell’abitazione di Cornate, che l’amico - estraneo alla vicenda - le aveva messo a disposizione. Nell’appartamento i carabinieri trovano i bicchierini di carta che la sedicente infermiera avrebbe utilizzato per narcotizzare i due uomini caduti in trappola. Per lei il giudice ha già confermato la misura cautelare. Ma altri episodi sospetti degli ultimi tempi sono al vaglio degli investigatori.