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11 mag 2022

L’armadio automatizzato per i nonni

Terzi alle finali delle Olimpiadi di robotica i ragazzi di Scienze applicate dell’istituto Maddalena di Canossa

cristina bertolini
Cronaca
Il “Team Cpu“ del liceo Scienze applicate dell’istituto Maddalena di Canossa
Il “Team Cpu“ del liceo Scienze applicate dell’istituto Maddalena di Canossa
Il “Team Cpu“ del liceo Scienze applicate dell’istituto Maddalena di Canossa

di Cristina Bertolini

L’armadio automatizzato che prende e deposita magliette e pantaloni, dove l’utente non arriva. È stata l’idea degli studenti del “Team Cpu“ del liceo Scienze applicate, dell’istituto Maddalena di Canossa, di Monza, classificatisi 3° alle finali delle Olimpiadi di robotica (categoria B), ottenendo il premio “Hackathon“, grazie al quale presenteranno il loro lavoro al Convegno nazionale dell’Associazione Sindrome di Poland. All’inizio dell’anno la professoressa Anna Boletti, docente di informatica ha proposto ai ragazzi di seconda di costruire un apparecchio per partecipare al concorso di robotica medica. L’idea è piaciuta a Chiara Radice, Tommaso Guggino e Gabriele Radaelli che hanno costituito il “Team Cpu“. Tre i filoni di lavoro: protesi robotiche, robot di assistenza e robot di riabilitazione. La squadra monzese si è concentrata sul tema dell’assistenza.

Le finali dell’edizione 2022 delle Olimpiadi di robotica si sono svolte a Genova con 30 squadre delle superiori di tutta Italia, scelte fra 120 progetti pervenuti. L’idea dell’armadio è venuta a Chiara, pensando alle difficoltà della nonna nel chinarsi per accedere ai cassetti più bassi o nell’allungarsi per aprire quelli più in alto. Così i ragazzi, utilizzando legno, cartone e plastica, hanno realizzato un modello di armadio robotizzato che fa scendere o salire i cassetti alla portata della persona. Con Arduino hanno programmato la scheda e poi l’insegnante (ingegnere elettronico e informatico) li ha aiutati per il risultato finale. Le finali nazionali si sono svolte in due parti: venerdì 6 maggio esposizione dei progetti alle scuole del territorio. Sabato, nella seconda fase, i ragazzi hanno presentato i lavori a una giuria di esperti. In questo contesto si è svolto l’“Hackathon“.

"Il 65% del lavoro lo abbiamo preparato a scuola – racconta la preside – mentre alla finale i ragazzi hanno dovuto sviluppare un progetto assegnato venerdì sera, e da implementare dalle 11 alle 16 di sabato, avendo a disposizione una scheda elettronica da programmare e su cui... inventare". Messi al corrente della sindrome di Poland che compromette la risposta muscolare, hanno pensato a un gioco: una pallina da spremere per misurare la forza, mentre emette una musica che intrattiene i bambini. L’idea è piaciuta e verrà presentata a ottobre al Convegno nazionale sindrome di Poland.

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