Il peso della memoria sul palco. Elegia per Falcone e Borsellino

Di scena questo pomeriggio al Binario 7 la drammatica produzione di Campo teatrale-Teatro dell’Elfo. Lo spettacolo riporta alla ribalta il tema della lotta alla mafia. Perché le vittime non sbiadiscano nel tempo.

Il peso della memoria sul palco. Elegia per Falcone e Borsellino

Il peso della memoria sul palco. Elegia per Falcone e Borsellino

"Ogni menzogna cadrà per il suo proprio peso, e rimarrà soltanto ciò che l’amore toccò con la sua lingua". Da questa massima di César Brie, prende le mosse lo spettacolo “Il tempo che resta. Elegia per Falcone e Borsellino“, una produzione di Campo teatrale, Teatro dell’Elfo, in scena oggi pomeriggio, alle 16, al teatro Binario 7, in sala Chaplin.

Si parte da un cantiere abbandonato a Villagrazia: proprio quello dal quale partì Paolo Borsellino per andare incontro alla morte. In questo cantiere un uomo fa rotolare per terra delle arance. Tra le lamiere appaiono quattro figure che il profumo delle arance ha tolto dalle ombre. Sono le ombre di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto. L’uomo che ha lanciato le arance si presenta: è Tommaso Buscetta, il pentito di mafia. Le anime delle due coppie e del pentito si raccontano in questo cantiere abbandonato. I personaggi di quest’opera sono cinque e sono tutti morti. Agnese, la moglie di Paolo, è stata l’ultima ad andarsene. Per vent’anni aveva cercato inutilmente la verità. Prima di lei se n’era andato il pentito che aveva fornito le chiavi a Giovanni e Paolo per capire la mafia dall’interno. Dieci anni prima della sua uscita di scena, nell’arco di due mesi, in quella sciagurata estate del ‘92, erano stati uccisi Giovanni e Francesca e poi Paolo. Si ritrovano da morti, in un cantiere abbandonato, tra resti di macerie e lo sfondo del mare, per raccontarsi e raccontarci cosa è successo prima e cosa è accaduto dopo. I morti non serbano rancore, ricordano con precisione, intrecciano fatti, accadimenti, segnali, indizi. Avevano visto e previsto tutto, anche la cattiveria e il tradimento. Lo spettacolo riporta alla ribalta il tema della lotta alla mafia, perché le vittime, i tradimenti, i pensieri, le vicende personali e pubbliche non sbiadiscano nell’oblio del tempo.

Si rievocano la trattativa, l’isolamento, le menzogne, il senso di dovere e l’amore, intrecciati in questa ricostruzione di ciò che è accaduto e di ciò che continuerà ad accadere. Così i morti ricompongono la mappa devastata di un Paese che amavano, ma che non accettavano e quindi cercavano di cambiarlo. L’amore per la loro terra si staglia prepotente, anche se malconcio, pieno di polvere e detriti. Le musiche di Paolo Brie (arrangiamenti musicali e variazioni su temi di Verdi) aggiungono intensità alla narrazione. Biglietto intero 20 euro disponibile online, ridotto 15 euro, under 18 6 euro.