Il guardiano. Melchiorre: dalla strada al volontariato

Il senzatetto di Ponte Lambro custode ad Agrate dopo la catena di iniziative mossa dal “Giorno“.

Il guardiano. Melchiorre: dalla strada al volontariato
Il guardiano. Melchiorre: dalla strada al volontariato

Quando hanno letto sul Giorno la storia di Melchiorre Cavaitano non ci hanno pensato un attimo. I volontari della Croce Rossa di Agrate hanno messo in moto la catena di comando dell’associazione per dare finalmente dopo quattro anni trascorsi in un container senza acqua, né luce, né gas un tetto degno di questo nome all’ex camionista al quale la vita ha riservato parecchie brutte sorprese. Al lavoro e in famiglia.

Risultato, si era ritrovato per strada dopo una vita di sacrifici e con seri problemi di salute, alle soglie dei 70 anni. Al ponte Lambro fra quattro lamiere indecenti, era assistito dagli angeli de “Le ali di Leonardo“. Sono stati proprio loro a raccontate per primi la vicenda. Da qui, all’ex hub per profughi in Brianza, il passo è stato breve. Tina Americo e il commissario Marco Guernelli si sono dati subito da fare. "La soluzione – raccontano – è un prefabbricato con tutti gli allacciamenti all’interno della nostra sede". Così, dopo aver condiviso con il gruppo questo desiderio e raccolto adesione totale, è scattata la gara di solidarietà: il piccolo monolocale è stato sistemato con tanto amore per accogliere il nuovo ospite. Per Melchiorre è arrivato anche un lavoro, fa da custode alla struttura due ore al giorno, una piccola mansione retribuita, ma soprattutto ha seguito il corso, ha superato le prove ed è diventato volontario.

"Una vera soddisfazione – dice commosso Maurizio Gussoni, portavoce del gruppo – per festeggiare gli ho regalato la mia prima giacca. Mi è sembrato giusto che ce l’avesse lui".

Per Melchiorre è un nuovo inizio: potrà rimanere ad Agrate sei mesi, il tempo necessario a trovare una soluzione definitiva, magari in un alloggio popolare. Per lui, un Natale speciale "oltre ogni mio sogno", dice sorridendo. Quando i volontari milanesi lo visitavano aveva la pressione a 200, una situazione che poteva costargli la vita. Ora, è contento, più che se avesse vinto al SuperEnalotto. Una mano tesa anche per lui, dopo tanto penare. Il colpo di grazia era arrivato con un incidente nel 2018 che gli aveva tolto la possibilità di guidare e l’avevano licenziato. Senza stipendio nel giro di un anno era stato sfrattato. E fino a oggi non aveva più avuto una casa.

Barbara Calderola