STEFANIA TOTARO
Cronaca

Gli usurai picchiatori. Condanne con lo sconto

Ridotte di un terzo le pene per i cinque componenti del gruppo criminale. Avevano creato un “consorzio” di soldi a strozzo con interessi anche del 200%.

Gli usurai picchiatori. Condanne con lo sconto

Condanne confermate anche in appello, ma pene limate di un terzo per la banda dedita a usura ed estorsione, che ha mietuto almeno dieci vittime ricorrendo anche a violenza fisica e pestaggi. "Non fare il furbo, lascia il bambino a casa o ti prendo a schiaffi davanti a lui". O ancora: "Se a fine mese non sei pronto, vedi te come ti cucino quella bella faccia da porco che hai". Sono alcune delle minacce pronunciate dagli strozzini alle vittime, che venivano chiamate i “polli“, per convincerli a pagare cifre altissime per sanare un piccolo debito. In primo grado al Tribunale di Monza erano arrivate tre condanne con il rito abbreviato e due patteggiamenti a pene fino a 9 anni e 8 mesi di reclusione, quella per C.B.. Ora in appello il suo difensore, l’avvocato Amedeo Rizza, è riuscito a fare scendere la pena a 6 anni e mezzo e a fargli ottenere gli arresti domiciliari. Gli imputati nell’ottobre 2022 erano stati arrestati dai carabinieri. Le indagini, durate tre anni, sono partite nel 2019. È stato allora che alcune vittime, non riuscendo a pagare il primo esoso debito, erano state indirizzate dal proprio creditore ad altri componenti del clan per reperire il denaro necessario. Per gli investigatori si trattava quindi di "un vero e proprio ‘consorzio’ di soldi a strozzo con interessi anche del 200%". A far scattare gli approfondimenti dei carabinieri della Stazione di Limbiate è stata una perquisizione in alcune abitazioni occupate da famiglie di origini libiche che nel corso degli anni avevano allacciato vincoli di parentela e amicizia con altri clan di pregiudicati, sia italiani sia di origine libiche e marocchine.

Avevano così creato un unico gruppo di strozzini che collaboravano in un giro capace di ‘autoalimentarsi’, creando a cascata dei veri e propri “debitori perenni“. All’arrivo dei carabinieri, erano iniziati a volare dai balconi pacchetti con all’interno Rolex d’oro e mazzette di soldi, ma i militari avevano recuperato circa 50mila euro in contanti, assegni bancari post datati per circa 5mila euro, orologi Rolex, Tag Heur, Janvier per un valore di circa 30mila euro e monili in oro per altri 5mila euro. Tra le vittime un 37enne di Limbiate, un piccolo imprenditore, caduto in pesanti difficoltà economiche a causa della dipendenza da cocaina e dalla separazione con la moglie. E ancora un giovane 22enne che, per un prestito di 700 euro era stato costretto a contrarne altri con soggetti diversi per poter pagare le rate. Un incubo che gli era costato 100mila euro.