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7 mag 2022

Gelo sotto il maxischermo: tutti a casa

Dopo 90 minuti di canti e di cori sfidando la serata sotto la pioggia arriva la sconfitta. Ma c’è chi ci crede ancora

marco galvani
Cronaca
La delusione dei duemila tifosi che hanno seguito la partita sul maxischermo fuori dallo stadio
La delusione dei duemila tifosi che hanno seguito la partita sul maxischermo fuori dallo stadio
La delusione dei duemila tifosi che hanno seguito la partita sul maxischermo fuori dallo stadio

di Marco Galvani

"Ci siamo giocati la storia. Abbiamo perso, ma non dobbiamo dimenticarci che stasera ci siamo giocati la storia. Ora ci sono i playoff e lì ci faremo sentire". La voce esausta dopo un’ora e mezza di cori, i capelli fradici di pioggia, a torso nudo, i tifosi più caldi, abbracciati alle transenne sotto il maxischermo devono smaltire birra e sconfitta.

Delusi, arrabbiati, ma "tranquilli, il nostro nome è scritto nella serie A. Lo sappiamo, ne siamo convinti, da qualche parte c’è scritto. E prima o poi lo leggeranno tutti". Ci credono ancora. Anche dopo un finale di partita che ha cancellato, in una manciata di minuti, i sogni di gloria attesi da 110 anni. Ci sarà ancora da soffrire. Ma "noi siamo pronti e ci faremo sentire ai playoff". Tra i duemila che ieri sera hanno sfidato la pioggia per dare la carica a distanza ai biancorossi in molti ci credono ancora: "Non molliamo mai". Lo hanno detto per tutta la partita. Già da un’ora prima del fischio d’inizio. Sono arrivati alla spicciolata. Di tutte le età. Anche quelli che "avremmo voluto andare a Perugia ma prendere ferie sarebbe stato impossibile". La loro piccola ‘curva’ se la sono inventata all’ombra dello stadio. Hanno accolto con un boato l’ingresso in campo, hanno sussultato, hanno esultato e anche insultato. Sono rimasti col fiato sospeso, hanno applaudito, urlato. Se la sono presa con l’arbitro, con i giocatori del Perugia. Hanno glorificato le incursioni, le occasioni da gol dei biancorossi, i miracoli del portiere. Si sono ammutoliti all’improvviso, gelati dal castigo a una manciata di minuti dal fischio finale. Un incubo. In sottofondo, i botti da stadio. I fumogeni. Non è bastato. "Certo che si sono mangiati un sacco di gol, certe azioni non le puoi sbagliare", sbotta un ragazzino col piglio da mister navigato: "E comunque – filosofeggia con una lattina di birra in mano – queste partite dovresti giocarle essendo indietro in classifica, così puoi andare in campo senza nulla da perdere. Erano troppo nervosi". Comunque, "non è finita, bagaj. Ma adesso – urla alla sua comitiva – tutti al bar". Per dimenticare.

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