L’ultima sgasata per Riky Vinci: minimoto e palloncini per l’addio al 16enne

Un migliaio di persone ai funerali del ragazzo. Tante magliette col suo motto: "Vivi quanto vuoi, tanto muori quando devi". La famiglia ha dato il via libera per la donazione degli organi

Funerale di Riccardo Vinci
Funerale di Riccardo Vinci

Lissone (Monza e Brianza) – «Vivi quanto vuoi, tanto muori quando devi". È questa la frase che gli amici di Riccardo Vinci hanno deciso di scrivere a chiare lettere sulle magliette bianche che hanno indossato questa mattina, in tanti, durante l’ultimo saluto al 16enne deceduto a causa del drammatico incidente stradale di sabato scorso in via Di Vittorio di Lissone.

Una frase per ricordare e valorizzare la voglia di vivere di Riky, di godersi la sua gioventù sempre a tutto gas, a fronte di un destino che purtroppo sa essere terribile e mettere inesorabilmente il bastone tra le ruote, senza un perché. Senza pietà. Sono un migliaio le persone che da metà mattina hanno iniziato a radunarsi ieri mattina presso la piccola chiesa della Bareggia, riempiendola velocemente.

Più della metà delle persone sono rimaste nel piazzale esterno, attrezzato con sedie e altoparlanti, per seguire la cerimonia. Tantissimi amici, molti dei quali con moto e scooter, condividendo la stessa passione del 16enne brianzolo. I compagni di scuola ai Salesiani di Sesto San Giovanni. E poi intere famiglie che l’hanno conosciuto e apprezzato per la sua spontaneità, genuinità e disponibilità. "Rick adesso impenna da lassù", la scritta su qualche altra maglietta.

E poi le dediche su alcuni scooter e su un cartellone, accanto alle sue foto sorridenti. In prima fila, vinti dal dolore e dalle lacrime, il papà Vito, la mamma Mariarosa, il fratello gemello Mattia. "Ti accompagniamo nella tua ultima sgommata verso il cielo – le parole che sono risuonate dentro e fuori dalla chiesa –. I tanti giovani qui presenti portano nel cuore il loro turbamento, ma sanno che tu ci sei e sarai sempre utile e disponibile, come per quelle sei persone che grazie a te adesso potranno vivere meglio".

La famiglia ha infatti dato il via libera per la donazione degli organi. "Hai sempre corso dietro il tuo sogno, la perfezione della tua moto, e sappiamo che sarai velocissimo a venirci a dare una mano, quando ci sarà bisogno". All’uscita della bara, un grande applauso, il lancio di decine di palloncini bianchi, che lo hanno raggiunto in cielo. E poi una mini moto rossa, che ha sgasato ripetutamente, per ricordarlo con il rumore che più amava.

Le stesse sgasate che gli amici gli hanno dedicato nei giorni scorsi, quelli dell’agonia e poi della terribile notizia. Il triste epilogo dell’ennesimo incidente che è costato la vita a un ragazzo così giovane, senza colpe. Centrato dall’auto condotta da un automobilista 70enne, senza avere via di scampo. Una tragedia che ha sconvolto tutti a Lissone e Macherio.