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11 mag 2022

Monza, morto Egeo Mantovani, ultimo partigiano. Aveva 100 anni

Dopo la guerra in Africa e poi sulle montagne aveva lavorato come operaio e sindacalista

dario crippa
Cronaca
RADAELLI - Pintus Monza Egeo Mantovani
Egeo Mantovani

Monza - « I morti non sono tutti uguali. C’era chi combatteva per la libertà e chi per la dittatura. È una questione di principio... ma dall’oggi al domani gli Italiani, sempre pronti a saltare sul carro del vincitore, si misero un fazzoletto rosso al collo e si trasformarono da fascisti in antifascisti...". Egeo Mantovani non era tipo da fare sconti. Soldato, partigiano, sindacalista. Aveva parlato così al nostro giornale anni fa per rammentare le tante, tantissime cose che avevano costellato la sua vita.

Ieri mattina , Egeo Mantovani è morto. Aveva 100 anni. Dalla casa di riposo in cui era andato a trascorrere i suoi ultimi tempi, in occasione del suo ultimo compleanno aveva detto: "Ho condotto una vita intensa, piena di impegni di lavoro e preoccupazioni. Nonostante questo però, ora che ho tempo per pensare, mi rendo conto che più numerose degli impegni sono state le riconoscenze, i messaggi di incoraggiamento e di supporto". Nato a Limidi, vicino a Carpi, figlio di un umile bracciante ("ma sapeva leggere e scrivere"), Egeo aveva iniziato a lavorare a 12 anni. La svolta quando si era iscritto a un corso per motorista dell’Esercito. Si era ritrovato in guerra, in Africa, da Tobruk a El-Alamein. "È ancora vivo nella memoria - aveva detto - il ricordo di quando, giovanissimo, mi furono consegnate le medaglie per aver salvato un gruppo di bersaglieri che stava per essere catturato dalle truppe inglesi. L’8 settembre 1943, dopo l’armistizio, riuscii con un’astuzia a sfuggire a un plotone tedesco e mi unii al Fronte della Gioventù". Divenuto partigiano ("senza mai uccidere nessuno"), raggiunto un capanno sull’Appennino Tosco-emiliano, "come nome di battaglia da allora mi chiamai “Giorgi”, preso in prestito da un bambino". Dopo la Liberazione, era entrato alla Magneti Marelli come operaio e coordinatore del direttivo sindacale, protagonista nella lotta per la rivendicazione dei diritti dei lavoratori. "Ricoprii anche l’impegnativo ruolo di Presidente della Cooperativa Edificatrice di Monza, che mi diede il privilegio di creare abitazioni per chi ne aveva più bisogno.

Le giovani generazioni hanno bisogno di conoscere le esperienze dei loro predecessori, per questo ho raccontato ai ragazzi di scuole medie e elementari la mia esperienza in prima linea durante la Seconda Guerra Mondiale. Ai giovani dico di essere attivi e di lottare per i propri ideali. Rimanete vicini agli organi democratici per proseguire la strada verso la pace e verso la libertà". "Colonna portante della nostra sezione Gianni Citterio e dell’Anpi provinciale di Monza e Brianza, di cui era Presidente Onorario - ricordano dalla sezione di Monza - siamo vicini con tanto rimpianto alle figlie e alla nipote". La cerimonia funebre si svolgerà sabato alle 10 nel piazzale del cimitero di S. Fruttuoso.

 

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