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7 apr 2022

Clausola sociale a rischio 10mila posti in bilico

Protestano lunedì i lavoratori impiegati negli appalti di servizi del territorio. Nel mirino l’eliminazione dell’obbligo della stabilità occupazionale nei bandi

martino agostoni
Cronaca
Il presidio è previsto per. lunedì 11 aprile alle 15 davanti alla Prefettura
Il presidio è previsto per. lunedì 11 aprile alle 15 davanti alla Prefettura
Il presidio è previsto per. lunedì 11 aprile alle 15 davanti alla Prefettura

di Martino Agostoni

Arriva anche in Brianza “Giù le mani dalla clausola sociale“, lo slogan che lunedì guiderà a Monza la mobilitazione di lavoratrici e lavoratori impiegati negli appalti di servizi del territorio. Filcams Cgil Monza Brianza organizza assieme a Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti un presidio lunedì 11 aprile alle 15 davanti alla Prefettura in via Prina contro "l’eliminazione dell’obbligo della stabilità occupazionale nei bandi", una misura che se venisse approvata metterebbe a rischio quasi 10mila posti di lavoro nella provincia di Monza e Brianza.

I sindacati si riferisco alla legge delega sugli appalti che, approvata al Senato, attende di essere discussa alla Camera: "In quel testo c’è un pericoloso arretramento con la messa in discussione della clausola sociale nei bandi – avverte Laura Lautieri, segretaria organizzativa della Filcams Cgil Monza e Brianza – e la conseguente messa a rischio di molti posti di lavoro, la norma va cambiata".

I sindacati stimano che i lavoratori coinvolti dalla modifica sarebbero "nella stragrande maggioranza donne con contratti part-time anche involontario e di poche ore la settimana – spiega Lautieri – impiegate nei comparti pulimento e sanificazione, nella ristorazione collettiva, nel portierato e nei servizi fiduciari". Inoltre l’iniziativa parlamentare sembra marcare un passo indietro rispetto all’obbligo di inserire le clausole sociali volte a garantire la stabilità occupazionale, come da anni previsto dal codice degli appalti pubblici. "Negli anni eravamo riusciti a rivendicare la clausola sociale negli appalti pubblici, ossia la stabilità occupazionale di coloro che sono impiegati negli appalti di servizi – spiega la segretaria della Filcams in Brianza –. Renderla non obbligatoria significa dare accesso ai bandi anche ad aziende poco serie, con pesanti ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori dei settori coinvolti". Per chiedere che l’obbligo di inserimento delle clausole sociali nei bandi di gara venga ripristinato le sigle brianzole di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti saranno lunedì dalle 15 alle 17 sotto la Prefettura di Monza per manifestare.

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