Adriano Galliani con la maglia del Monza
Adriano Galliani con la maglia del Monza

Monza, 10 marzo 2019 - Quando la notizia era trapelata sul finire della scorsa estate, in tanti avevano strabuzzato gli occhi. Perché una cosa così al tanto sbertucciato Monza Calcio, passato attraverso retrocessioni, fallimenti (2) e l’onta del dilettantismo, proprio non se la sarebbe aspettata nessuno. E invece, per una volta il vento sembra essere decisamente girato. Il Monza è stato acquistato a tempi record da Silvio Berlusconi sotto la regia del suo storico e fidato amministratore delegato Adriano Galliani. E in un batter d’occhio, tutto sembra essere cambiato. Sia sul campo da calcio, con un mercato di riparazione sontuoso che ha regalato 16 nuovi giocatori, sia su quello dell’entusiasmo.

Galliani, monzese doc e a 74 anni nuovo ad del Monza, non si nasconde.
"L’obiettivo è andare sempre più su: per scaramanzia non si dice dove, ma innanzitutto pensiamo a raggiungere la serie B. Il primo posto è impossibile, eccessivo il distacco con la capolista, ma possiamo provarci ai playoff".

Come vanno le cose?
"Il nostro campionato è cominciato a gennaio, con una squadra del tutto nuova: e finora su 12 partite, fra campionato e Coppa Italia, ne abbiamo vinte 9, pareggiate due e persa una soltanto. Insomma, il progetto procede e comincia a dare i suoi risultati".

Soddisfatto?
"Sono un uomo di calcio e so che magari potremmo anche perdere tutte le partite che ci restano da qui alla fine del campionato". 

Però... 
"Il Monza targato Berlusconi è una squadra molto competitiva, speriamo di riuscire a salire in B già quest’anno: altrimenti ci proveremo l’anno prossimo. Siamo una squadra di vertice e, anche se il primo posto è impossibile, ci sono due posti ai playoff, oltre a una Coppa Italia che possiamo conquistare: siamo in semifinale".

Allo stadio Brianteo si comincia a vedere qualche spettatore in più: basterà?
"Il pubblico a Monza è sempre stato poco numeroso: io ho sempre tifato per questa squadra, già da bambino andavo a vederla e lo so".

Cosa farete?
"Intanto abbiamo dimezzato il prezzo dei biglietti... Poi, il mio obiettivo è affiliare le squadre della Brianza al Monza: la nostra società deve diventare la prima squadra di tutta la Provincia, con un bacino di 870mila abitanti, non solo dei 125mila che vivono oggi a Monza".

A che punto siete?
"Ci stiamo lavorando. Certo, non è semplice. Bisogna considerare che nel 2015 il Monza era fallito: non c’era più nulla, a livello giovanile era tutto azzerato. Servirà un po’ di tempo".

Lo stadio è obsoleto.
"Quando siamo arrivati, sembrava fosse reduce da un disatro atomico. Era inagibile, c’era il serio rischio che ci toccasse andare a giocare da qualche altra parte (Gorgonzola, ndr). Ora ci stiamo spendendo una montagna di soldi: 2 milioni di euro soltanto per sistemarlo e adeguarlo".

Impianto di illuminazione, spogliatoi, riscaldamento, cancelli, skybox... e ascensori 
"Si sta procedendo a tempo record, gli ascensori arrivano entro la fine di marzo...".

Monza sta vivendo una stagione sportiva fantastica. Il volley è in finale europea con entrambe le sue squadre.
"Bisogna ringraziare la signora Marzari... Ci siamo parlati: siamo d’accordo di vederci prossimamente, già a Natale avevamo fatto la festa con i ragazzini nel loro palazzetto, tra l’altro adiacente allo stadio. I nostri sport sono diversi, ma siamo l’unica città d’Europa con due squadre in finale sia maschili che femminile: ci piacerebbe creare delle sinergie".