Il commendator Egidio Brugola
Il commendator Egidio Brugola

Lissone (Monza e Brianza), 31 maggio 2018 - Commendatore della Repubblica a 38 anni. Non è da tutti. Ed Egidio Brugola ce l’ha fatta. Erede dell’impresa fondata dal nonno (anche lui si chiamava Egidio) nel 1926, ieri ha ritirato la pergamena di «Commendatore della Repubblica» durante la cerimonia svoltasi a Palazzo della Musica a Milano.

«È una grande soddisfazione per me. Un risultato che dedico a mio padre (Giannantonio, scomparso tre anni fa ndr) e che ho ottenuto non solo con le mie forze, ma grazie all’impegno di tutte le persone che lavorano e collaborano con me», spiega Egidio che negli ultimi anni è stato protagonista di un’esponenziale ripresa dell’azienda che dopo la crisi del 2008 aveva vissuto momenti davvero difficili.

«Negli ultimi 3 anni abbiamo assunto un centinaio di addetti», rivendica con orgoglio Egidio. La Brugola produce viti a testa cava per i motori conosciute in tutto il mondo.

Ogni anno dalla fabbrica di Lissone (dove lavorano 400 persone) e da quella di Detroit (aperta nel 2015 e che conta 70 addetti) escono due miliardi di viti. La OEB (Officine Egidio Brugola) ha raggiunto nel 2017 un fatturato di 135 milioni di euro «e abbiamo l’obiettivo di arrivare a 150 milioni nel 2018», spiega con orgoglio Egidio che quest’anno, dopo Bmw e Mercedes, ha incominciato a fornire le sue viti alla coreana Hyundai. «Un fatturato fatto al 100 per cento da export!», spiega Brugola. Un riconoscimento ancor più importante. «Veniamo da un anno difficilissimo in cui un incendio nella fabbrica di Lissone ci ha costretti a fare enormi sacrifici per mantenere i livelli produttivi e gli impegni con i clienti. Dobbiamo continuare così e questo riconoscimento non rappresenta certo un punto d’arrivo ma anzi un motivo per proseguire ancor con maggior impegno alla crescita dell’impresa», ha concluso Egidio Brugola. Pardon, il Commendator Egidio Brugola.