Giuseppe Redaelli
Giuseppe Redaelli

Monza - Nemmeno nell’anno del record, dei 200mila del 2019 con un incasso lordo della biglietteria di 15 milioni, e della vittoria Ferrari, il Gran premio d’Italia è riuscito a chiudere in pareggio. A conti fatti, vi furono 5 milioni di euro di rosso. Certo, meglio dei 12 milioni di buco dell’anno precedente, ma pur sempre una perdita pesante. E quest’anno si è tornati al “profondo rosso”: "Se non arriviamo a 15 milioni di euro di perdita, siamo comunque vicini". Giuseppe Redaelli è il presidente della Sias, la società di Aci e Automobile club Milano che gestisce il circuito di Monza. Il più antico autodromo del mondo dove ancora si svolge un Gran premio di Formula Uno. L’anno scorso Monza aveva potuto tirare un sospiro di sollievo almeno per quanto riguarda il canone per restare nel calendario del Mondiale: niente pubblico e quindi fee praticamente azzerato. Quest’anno, invece, niente sconti. Nonostante il Gp dimezzato. I 20 milioni di dollari che l’Aci deve pagare a Liberty Media ogni anno (fino al 2025) per il Gran premio d’Italia non si sono spostati di un centesimo.

Presidente, nel day after del Gp che autodromo troviamo?

"Siamo riusciti a realizzare l’impossibile. Da quando c’è stato il via libera del Governo alla vendita dei biglietti, abbiamo avuto soltanto un mese per reinventare l’evento senza perdere lo spettacolo. Ci siamo messi sul mercato con la possibilità di vendere solo il 50% dei posti in tribuna quando gli altri circuiti europei registravano quasi il tutto esaurito. Aci ha fatto e sta facendo degli sforzi enormi, ma non può più spendere soldi sull’impianto, a maggior ragione che non è di sua proprietà".

Ma il prossimo anno l’autodromo taglia il traguardo dei 100 anni. L’impianto li dimostra e servirebbe più di una semplice lucidata…

"Aci e Regione Lombardia sono impegnate oltremodo per garantire il Gran premio d’Italia e come ha detto il presidente Aci Angelo Sticchi Damiani serve un aiuto del Governo per modernizzare l’autodromo valorizzandone la storia. Monza se lo merita. Peraltro l’Italia è l’unico Paese al mondo ad avere tre circuiti omologati F1 e questa unicità dovrebbe essere riconosciuta e difesa".

Ma quali interventi servirebbero?

"É necessario creare percorsi pedonali separati da quelli per i mezzi e per farlo servirà allargare gli attuali sottopassaggi e quindi tagliare la pista e realizzare le varie rampe di accesso. E ancora, ci sono da rifare alcune tribune e da restaurare quella d’onore, andrebbero risistemate le Sopraelevate e realizzato un museo del motorsport e un nuovo ingresso".

Interventi da 100 milioni di euro, ma anche arrivassero quei soldi, poi l’autodromo dovrebbe mantenersi

"Stiamo cercando un naming sponsor per il circuito e al tempo stesso stiamo cercando di trovare risorse nel bilancio di Sias per arrivare al prossimo anno pronti per il centenario. Sul futuro, invece, siamo già al lavoro su tre canali, perché l’autodromo non sia soltanto il tempio della velocità, ma anche il tempio di tutti gli sport e della ricerca scientifica e dell’innovazione".