Arriva Pedemontana. Quagliodromo in trincea: "Hanno distrutto un luogo simbolico"

La proprietaria: "Addio a 10mila metri quadrati, perdiamo tutto"

Arriva Pedemontana. Quagliodromo in trincea: "Hanno distrutto  un luogo simbolico"

Arriva Pedemontana. Quagliodromo in trincea: "Hanno distrutto un luogo simbolico"

Il cantiere di Pedemontana parte da un luogo simbolo della resistenza all’arrivo dell’asfalto. Ieri mattina i tecnici incaricati dalla società hanno provveduto a installare le reti metalliche nell’area del quagliodromo di San Carlo, alle spalle dell’ospedale Pio XI.

"Un terzo dell’area è compromesso – spiega la proprietaria Rosella Arienti – ci hanno raccontato che questa delimitazione serve per bonificare il terreno ed evitare il rischio della presenza di ordigni bellici. Pare anche che dal satellite, o da non so dove, abbiano rilevato la possibile presenza di due reperti archeologici. Staremo a vedere. Di fatto oltre al tecnico di Pedemontana, ieri era presente un’archeologa. Ritrovamenti a parte, però, per noi le conseguenze sono davvero gravi: con questa recinzione perdiamo l’utilizzo di un terzo dell’area, quindi circa 10mila metri quadrati. Difficile in queste condizioni ospitare tutti gli eventi in programma. Vedremo un po’ che cosa si può fare".

La novità della recinzione è degli ultimi giorni. "Una settimana fa i tecnici ci hanno detto che sarebbero venuti giovedì – racconta Arienti – poi hanno rimandato al venerdì. Ancora una volta nulla di fatto finché, di rinvio in rinvio, sono venuti ieri". Il quagliodromo è un luogo simbolo per chi conduce la battaglia contro la realizzazione dell’autostrada. Qui si ritrovano le associazioni e i comitati e vengono organizzate iniziative pacifiche di protesta come le passeggiate con i cani. "Di più non si poteva fare – racconta Arienti –, il mondo della politica non ci ha aiutato. No, non ho subito un esproprio. Avevo ricevuto una lettera in cui mi si proponeva la cessione bonaria dell’area per un corrispettivo di 9,90 euro al metro quadrato. Ho rifiutato la proposta, quindi la società ha deciso di esercitare la presa di possesso dell’area, spiegandoci che potevamo fare ricorso al Tar, strada che ritengo onerosa e soprattutto impraticabile contro un’opera che è dichiarata di pubblica utilità. Con questa presa di possesso non posso né vendere né affittare: rimango responsabile dello stabile. Ci è stato detto che avremo in cambio una indennità, immagino già che sarà irrisoria".

A spazzare via ogni dubbio sulla durata della delimitazione dell’area del quagliodromo oggi inaccessibile a causa delle reti metalliche ci pensa la stessa proprietaria: "Da quanto ci è stato detto quell’area dovrebbe rimanere delimitata per sempre. Ora per la bonifica, poi per le fasi di cantiere. Dai tecnici che si sono di volta in volta alternati nei sopralluoghi qui sul posto abbiamo sentito dire che i lavori della Pedemontana dovrebbero partire a settembre. Sono voci, nulla di certo. L’unica cosa che mi ha colpito è che ogni volta che venivano non avevano mai in mano un progetto ben definito. Quello di un tecnico non coincideva mai con quello di un altro".

Per la proprietaria del quagliodromo, però, poco cambia: "Ormai hanno distrutto tutto quello che era stato creato. A tutti i proprietari delle aree qui vicine era stato detto che per dicembre dovevano liberare tutto, altrimenti l’avrebbe fatto l’azienda rivalendosi poi per le spese sostenute. I proprietari, di conseguenza, hanno abbattuto manufatti, hanno ucciso i loro animali. Anche senza un solo metro di asfalto qui la devastazione c’è già stata".