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14 apr 2022

Adda sempre più a secco: l’acqua scende al 60%

È allarme sulle rive di Cornate, zona rurale e a forte vocazione turistica. Aperto un osservatorio per monitorare in tempo reale gli effetti della crisi

barbara calderola
Cronaca
pintus fiume adda in secca
Fiume Adda in secca

ornate d'Adda )Monza Brianza) - Siccità in Pianura Padana: i parchi lombardi avviano un confronto con le istituzioni per far fronte a una situazione senza precedenti. Abbiamo aperto un osservatorio per monitorare in tempo reale gli effetti della crisi", l’annucio. In prima linea Adda Nord, il fiume e il bacino che lo alimentano segnano un -60% d’acqua rispetto alla media stagionale del periodo.

È allarme rosso sulle sponde a Cornate, "c’è da salvaguardare l’ecosistema" che significa equilibrio ambientale ma anche sviluppo in una zona rurale e a forte vocazione turistica. C’è un dato che spiega i termini del problema: il Po e i suoi affluenti sono il perimetro di un’area dove si produce il 40% del Pil nazionale. Si corre per evitare che il conto del drastico calo delle precipitazioni – meno 80% da dicembre a fine febbraio – mandi in tilt natura e agricoltura. Già a gennaio Arpa aveva reso noto che i millimetri di pioggia caduti sono stati solo 4,8, mentre nello stesso periodo in passato se ne registravano in media 46: dieci volte meno nel volgere di un solo anno. Un quadro che si associa a una fine inverno straordinariamente calda: una media di 1,7 gradi in più rispetto al trentennio 1981- 2010. I parchi fluviali sono preoccupati perché questa è la prima volta che il default idrico inizia al principio della primavera, quando terreni e falde freatiche si riforniscono in vista dell’estate.

"Partecipiamo al dibattito allargato per individuare soluzioni che ci aiutino a tutelare la biodiversità minacciata da questo quadro – spiega Francesca Rota, presidente del Parco Adda Nord –. In gioco ci sono anche i risvolti concreti sull’economia della zona e sull’approvvigionamento umano. Una situazione che fa toccare con mano gli effetti del cambiamento climatico e ci mette di fronte alle strette relazioni fra ambiti spesso vissuti come contrapposti".

Per evitare di procedere in ordine sparso Federparchi, l’associazione che riunisce i polmoni verdi lombardi, ha deciso di affrontare il problema tutti insieme. Il primo scoglio è contemperare esigenze diverse in un sistema davvero integrato che garantisca acqua sia ai gestori delle dighe idroelettriche quanto all’irrigazione dei campi senza svuotare laghi e fiumi mettendo a rischio l’habitat.

 

 

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